Centrodestra, Berlusconi: “Se Parisi si scontra con Salvini non può essere il leader” L'ex premier a Radio Anch'io: "Stiamo costruendo un'alternativa vera, senza inutili rottamazioni". Referendum: "Se vince il Sì c'è il rischio di una deriva autoritaria"

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Tra Parisi e Salvini “non ci sono rotture definitive, ma scontri personali. Parisi sta cercando di avere un ruolo nel centrodestra, ma avendo questa posizione di contrasto con Salvini credo che questo ruolo non possa averlo”. Lo ha detto Silvio Berlusconi ai microfoni di “Radio anch’io”, parlando delle frizioni che agitano il centrodestra.

L’ex Cavaliere ha assicurato: “Noi stiamo costruendo un’alternativa vera, senza fare rottamazioni di cui non abbiamo bisogno,” anche alla luce “dell’incapacità grillina di proporsi come alternativa di governo”.

Quanto al referendum del 4 dicembre prossimo, Berlusconi afferma che se vincono i No, “non succede niente, come per Brexit o la vittoria di Trump. Si andrà avanti esattamente come si va avanti adesso”. Se dovessero vincere i invece, secondo l’ex premier “ci avviamo verso il pericolo di una deriva autoritaria che è la negazione della democrazia”. Per Berlusconi, infatti, “chi vince diviene padrone del governo, padrone della Camera che fa le leggi, elegge il Capo dello Stato, della Corte Costituzionale, insomma padrone dell’Italia e degli italiani, una minoranza ristretta del 15% avrebbe poteri senza controllo”.

La riforma della Costituzione auspicata da Berlusconi è diversa: “Ci devono essere il limite alla pressione fiscale, il taglio drastico dei senatori, il vincolo di mandato perché un parlamentare non deve cambiare schieramento e se lo fa deve dimettersi e, infine, l’azione diretta del capo dello Stato“.

Il leader azzurro ha quindi invitato gli italiani a recarsi alle urne. “Andate a votare – ha detto – questo referendum è senza quorum. Quindi chi resta a casa fa un favore a Renzi. Con un No deciso e responsabile decidiamo il futuro dell’Italia, non sprechiamo questa occasione”.

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