Emergenza frane in Nuova Zelanda: 100 mila frane dopo il sisma Nel frattempo continuano le scosse di assestamento, alcune delle quali hanno superato la magnitudo 6. Solo nelle ultime dodici ore ne sono state registrate 313

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E’ emergenza frane in Nuova Zelanda dopo il potente sisma magnitudo 7.8 che dopo la mezzanotte di lunedì scorso ha colpito l’isola. Secondo quanto riferito da Geonet, il sito neozelandese che monitora gli eventi sismici, sono oltre 100 mila le frane che sono state registrata fino ad ora. Nel cratere colpito dall’evento sismico, gli smottamenti hanno causato la chiusura di molte strade e l’interruzione dei servizi ferroviari, in quanto la rete di binari in alcuni punti è invasa dai grandi massi e terra.

L’epicentro del sisma è stato individuato a circa 91 chilometri a nord di Christchurch, nel nord della costa orientale. Il terremoto è durato oltre tre minuti e poi è stato seguito da un intenso sciame sismico: oltre 45 scosse nel giro di poche ore. Inoltre, il sisma ha scatenato anche uno tsunami, ma sembrerebbe che l’allarme della protezione civile sia scattato con un po’ di ritardo.

Onde alte non più di due metri e mezzo hanno fatto scattare l’evacuazione delle coste orientali, compreso il centro sul mare della capitale Wellington. La popolazione è stat invitata ad allontanarsi dal mare e a spostarsi su terreni alti o lontani dal mare, estuari e corsi d’acqua. Nel frattempo continuano le scosse di assestamento, alcune delle quali hanno superato la magnitudo 6. Solo nelle ultime dodici ore ne sono state registrate 313, 1.212 dal sisma.

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