Allarme dei medici iraniani: ogni anno oltre 350 mila aborti illegali In una lettere al ministero della Sanità vengono sottolineati i rischi psico-fisici cui vanno incontro le donne che optano per l'Ivg clandestine

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Centoventi iraniani, in una lettera al ministro della Sanità, hanno chiesto l’adozione di misure adeguate per ridurre il numero “catastrofico” di aborti illegali in Iran. Lo ha riferito Mehrnews, precisando che nella lettera si parla di oltre 350 mila casi di aborti illegali ogni anno.

I medici hanno rimarcato come questa situazione è particolarmente pericolosa per le donne, spesso colpite dopo l’aborto da gravi danni fisici e psicologici. Nella lettera si chiede pertanto di elaborare e adottare un piano globale da parte del ministero della Sanità per affrontare il problema, in primo luogo attraverso una più stretta sorveglianza su cliniche private, farmacie e centri sanitari. Ma si chiede anche di avviare una campagna per favorire le nascite e aumentare il tasso di popolazione.

Negli ultimi anni, la Guida suprema dell’Iran, ayatollah Sayyed Ali Khamenei, ha ripetutamente invitato i funzionari ministeriali ad adottare politiche per incoraggiare le persone ad avere più figli. Il motto “meno bambini, vita migliore“, diffuso tra le giovani coppie e accolto con favore negli ultimi venti anni, è stato condannato come stile di vita occidentale. Sono stati inoltre vietati piani di controllo delle nascite.

In Iran l’aborto è stato legalizzato nel 1978. Nell’aprile del 2005 il Parlamento ha approvato una legge che avrebbe dovuto ridurre le condizioni necessarie per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, ad esempio quando il bambino fosse destinato a nascere con gravi malattie congenite. Tuttavia il Consiglio dei Guardiani, cui era demandato il compito di ratificare la scelta del legislatore, un mese dopo ha bocciato la normativa.

 

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