Afghanistan: chiude ambasciata Usa. Kerry: “Non ci facciamo intimidire” "Misura precauzionale temporanea" dopo l'attentato di sabato nella base statunitense di Bagram

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Chiude l’ambasciata Usa a Kabul. La decisione giunge dopo gli attentati delle scorse ore. In un comunicato si parla di “misura precauzionale temporanea“. “Non ci faremo intimidire”, ha dichiarato il segretario di Stato John Kerry dalla Nuova Zelanda. “Noi lottiamo per la stabilità, la pace e la tolleranza in Afghanistan”, ha aggiunto.

Sabato mattina un’esplosione avvenuta poco dopo le 5.30 nella più grande base statunitense in Afghanistan, a Bagram (a Nord di Kabul) aveva procurato la morte di 4 persone, tutte statunitensi: due militari e due contractor addetti alla sicurezza. L’attentato suicida era stato poi rivendicato dai talebani. Lo ha reso noto il capo del Pentagono, Ashton Carter, che ha anche precisato che vi sono almeno 17 feriti: 16 americani e un militare polacco. Due giorni prima, un attacco dei talebani contro il consolato tedesco a Mazar-i-Sharif (nord del Paese) aveva provocato sei morti e cento feriti.

“Resolute Support” (Rs) è il nome della operazione militare che la Nato sta conducendo in Afghanistan dal 1º gennaio 2015, dopo la fine della missione Isaf (International Security Assistance Force) di supporto al governo di Kabul nella guerra contro i Talebani e al-Qaida in territorio afgano. A differenza dell’Isaf, nell’operazione attualmente in corso i militari di “Sostegno Risoluto” non saranno coinvolti in azioni di combattimento, ma di supporto logistico per la lotta al terrorismo islamico.

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