Il Papa: “Misericordia è includere gli altri nella nostra vita” Nell'ultima udienza giubilare del sabato ha ricordato che "tutti abbiamo bisogno di perdono". Il grazie ai volontari

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Papa Francesco ha tenuto l’ultima udienza del sabato in questo Anno Giubilare incentrando la sua riflessione su un aspetto specifico della misericordia, l’inclusione.
“Dio, nel suo disegno d’amore, non vuole escludere nessuno, ma vuole includere tutti – ha detto il Pontefice – E noi cristiani siamo invitati a usare lo stesso criterio: la misericordia è quel modo di agire, quello stile, con cui cerchiamo di includere nella nostra vita gli altri, evitando di chiuderci in noi stessi e nelle nostre sicurezze egoistiche. A noi – ha proseguito – spetta aprire il cuore, fidarci di Gesù e accogliere questo messaggio d’amore, che ci fa entrare nel mistero della salvezza. Questo aspetto della misericordia, l’inclusione, si manifesta nello spalancare le braccia per accogliere senza escludere; senza classificare gli altri in base alla condizione sociale, alla lingua, alla razza, alla cultura, alla religione: davanti a noi c’è soltanto una persona da amare come la ama Dio. Colui che trovo nel mio lavoro, nel mio quartiere, è una persona da amare, come ama Dio. “Ma questo è di quel Paese, dell’altro Paese, di questa religione, di un’altra… È una persona che ama Dio e io devo amarla”. Questo è includere, e questa è l’inclusione. Quante persone stanche e oppresse incontriamo anche oggi! Per la strada, negli uffici pubblici, negli ambulatori medici… Lo sguardo di Gesù si posa su ciascuno di quei volti, anche attraverso i nostri occhi. E il nostro cuore – si è chiesto il Papa – com’è? E’ misericordioso? E il nostro modo di pensare e di agire, è inclusivo?”
Il Pontefice ha poi sottolineato ancora una volta l’importanza del perdono che è “l’espressione più immediata con la quale ci sentiamo accolti e inseriti in Lui. Tutti – ha ricordato – abbiamo bisogno di essere perdonati da Dio. E tutti abbiamo bisogno di incontrare fratelli e sorelle che ci aiutino ad andare a Gesù, ad aprirci al dono che ci ha fatto sulla croce. Non ostacoliamoci a vicenda! Non escludiamo nessuno! Anzi, con umiltà e semplicità facciamoci strumento della misericordia inclusiva del Padre. Anche questa piazza, con il suo colonnato – ha concluso – esprime “l’abbraccio della Chiesa” chiamata a prolungare “nel mondo il grande abbraccio di Cristo morto e risorto”. Infine, quasi come uno slogan a conclusione del Giubileo, Francesco ha invitato tutti ad “essere testimoni della misericordia con la quale Dio ha accolto e accoglie ciascuno di noi”.
Al termine dei saluti il Papa ha voluto ringraziare “con particolare affetto voi volontari del Giubileo Straordinario della Misericordia. Siete stati bravi! Voi, che venite da diverse Nazioni, e vi ringrazio per il prezioso servizio prestato perché i pellegrini potessero vivere bene quest’esperienza di fede. Nel corso di questi mesi, ho notato la vostra discreta presenza in piazza con il logo del Giubileo e sono ammirato della dedizione, della pazienza e dell’entusiasmo con cui avete svolto la vostra opera”.

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