Duplice omicidio a Canegrate: due fratelli albanesi uccisi dopo una corsa in auto Le vittime, entrambe con precedenti per droga, saranno sottoposte ad autopsia. Si pensa a un regolamento di conti

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omicidio Canegrate

Un caso di duplice omicidio ha sconvolto la cittadina di Canegrate, nel milanese: i corpi senza vita di due fratelli albanesi, Agron e Alban Lleshaj, rispettivamente di 27 e 24 anni, sono stati ritrovati all’interno di un’automobile di via Ancona, alla periferia del piccolo centro lombardo, crivellati di colpi d’arma da fuoco assieme alla loro vettura.

Stando a quanto riportato da fonti locali, la richiesta di soccorso sarebbe giunta nella tarda serata del 10 novembre: alcuni cittadini hanno infatti segnalato la presenza di una Volkswagen Polo capovolta su un fianco, la quale, uscendo di strada, aveva urtato altre due vetture. Ma, appena giunti sul posto, i soccorritori del 118 hanno subito constatato che non si trattava di un incidente: il mezzo presentava numerosi fori da proiettile sui vetri e sulla carrozzeria, mentre all’interno giacevano due corpi esanimi, anch’essi colpiti più volte. Nel frattempo, sul luogo dell’accaduto sono sopraggiunti i carabinieri di Legnano, che hanno immediatamente transennato l’area, la polizia scientifica e il medico legale, che ha constatato il decesso dei due.

Secondo le prime ricostruzioni, i due giovani, entrambi residenti nel comune di Parabiago e con precedenti penali legati al traffico di stupefacenti, sarebbero stati raggiunti dai proiettili durante un tentativo di fuga da un’altra autovettura, dalla quale, stando ai bossoli rinvenuti lungo la strada, sarebbero stati esplosi non meno di 8 colpi d’arma da fuoco. Non è ancora chiaro quante persone abbiano partecipato all’attentato. Gli investigatori, al momento, non escludono alcuna ipotesi, anche se la pista più seguita è quella di un probabile regolamento di conti.

Le indagini verranno condotte dai carabinieri dei Nuclei investigativi di Monza e Legnano, coordinati dal pubblico ministero della procura di Busto Arsizio, Luca Pisciotta, al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’auto dei fratelli, che non risulterebbe rubata, è stata posta sotto sequestro, mentre i loro corpi sono stati condotti all’ospedale di Busto Arsizio, dove verrà effettuata l’autopsia allo scopo di stabilire se l’effettiva causa del decesso sia da ricercare nei colpi subiti o nel successivo incidente.

Di quanto stava avvenendo si sono immediatamente accorti i residenti: secondo le testimonianze, in seguito al fracasso, alcuni sono accorsi sul luogo dello schianto trovando ancora in vita uno dei due fratelli. Qualcuno avrebbe persino provato a rimettere in piedi la vettura, ma i tentativi di soccorso sono risultati vani: il superstite è infatti spirato poco dopo, mentre l’altro giaceva già esanime sotto l’automobile.

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