Parigi, apre il centro accoglienza migranti più grande d’Europa Desk orientamento e 400 posti letto. 'Ma solo per 5-10 giorni'

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Dopo tre mesi e mezzo di lavori, è stato inaugurato questa mattina a Parigi il ‘Centre Humanitaire Paris Nord’, il primo punto di approdo per le centinaia di rifugiati e richiedenti asilo che ogni settimana arrivano nella capitale francese. L’obiettivo, oltre a quello di fornire assistenza ai civili in fuga da guerre e carestie, è principalmente quello di scongiurare la formazione di nuove tendopoli nel cuore della capitale e di evitare che si formi una “giungla” tipo Calais in città.

Situato nelle adiacenze del Boulevard Péripherique, il ‘Centre Humanitaire Paris Nord’ si suddivide in due poli principali: da una parte, la ‘Bulle‘, l’immensa ‘reception’ gonfiabile da 900 metri quadri dove chiunque abbia bisogno – dagli esiliati fino ai clochard – potrà trovare soluzioni d’alloggio e ottenere informazioni logistiche e amministrative, a cominciare da quelle relative all’asilo. Dall’altra, un dormitorio da 400 posti riservato esclusivamente ad uomini adulti (i letti saliranno a 600 entro la fine dell’anno) in cui si potrà pernottare per un massimo 5-10 giorni. La struttura è dotata di stanze da 4 posti, bagni, corrente elettrica e rete wi-fi.

Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20:00, dispone anche di un centro di assistenza medica e psicologica, di una lavanderia gestita da un gruppo di volontari e di un magazzino con vestiti e generi di prima necessità. A far funzionare quello che il comune di Parigi presenta come il “centro di transito più grande d’Europa” saranno i 120 dipendenti dell’associazione Emmaus Solidarité e dell’Ufficio francese per l’Immigrazione e l’Integrazione (Ofii).

Un’analoga struttura da 400 posti per donne e bambini dovrebbe inaugurarsi a gennaio a Ivry-Sur-Seine, nel sud-est della capitale. “Per quest’iniziativa di “dignità”- spiega il Sindaco di Parigi, Anne Hidalgol’accoglienza sarà senza condizioni. Non si possono fare distinzioni tra chi ha diritto all’asilo e chi no. I nuovi arrivati che sbarcheranno a Parigi – circa 80 al giorno, secondo le autorità – potranno tutti contare su una prima assistenza all’interno del centro del Boulevard Ney”. “Il nostro approccio dev’essere ‘umanista’“, insiste la prima cittadina socialista, che in questo modo vuole “rispondere alla sfida immensa dei flussi migratori”. E – seppur in ritardo – dare uno stop le tendopoli selvagge.

 

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