Banco Farmaceutico: “Raccolti oltre 1 milione di farmaci da distribuire ai poveri”

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Nei primi 8 mesi del 2016 sono stati raccolti circa 1,2 milioni di confezioni di farmaci, circa 100mila confezioni di media al mese. Sono i numeri del Rapporto 2016 “Donare per curare – Povertà sanitaria e donazione farmaci” realizzato dall’Osservatorio donazioni farmaci della Fondazione Banco Farmaceutico insieme a BfResearch e presentato ieri a Roma nella sede dell’Agenzia italiana del farmaco.

Dal Rapporto risulta che crescono le donazioni derivanti dal Recupero farmaci validi grazie all’aumento delle farmacie aderenti. Le farmacie che aderiscono alla Giornata di raccolta del farmaco, infatti, sono cresciute del 10 per cento in 3 anni: nel 2016 sono state 3.681 (+16 rispetto al 2015) ovvero 1 su 5 farmacie esistenti. Nelle farmacie sono state raccolte circa 354 mila confezioni, (+1,4% per cento nel triennio ma in pareggio rispetto al 2015). Campione di raccolta è stata la Lombardia con quasi 103 mila confezioni. Le categorie di farmaci più donate nella Giornata sono stati analgesici e antipiretici (33,2 per cento), antinfiammatori orali (12,3 per cento) e i preparati per tosse e raffreddore (6,8 per cento).

Il canale più significativo della raccolta è rappresentato ancora dalle donazioni aziendali: nei primi 8 mesi sono state donate più di 800 mila confezioni, per un controvalore in termini monetari di oltre 6 milioni di euro. “Con l’entrata in vigore della nuova Legge Gadda contro lo spreco alimentare – si legge nel Rapporto – ci si attende un nuovo sviluppo soprattutto per quanto riguarda le donazioni aziendali. Si attendono i decreti attuativi per capire e valutare quali concrete opportunità si apriranno per le aziende e per il Terzo settore”.

Oltre il 70 per cento dei farmaci ricevuti dalle aziende sono destinati a grandi enti che lavorano nei Paesi in via di sviluppo o in aree segnate dalle guerre. Il mix delle classi di farmaco donate e distribuite resta molto vario ma cresce il peso dei farmaci rimborsabili (oltre il 41 per cento nei primi 8 mesi contro il 16,5 per cento del 2015), mentre restano molto alti quelli non rimborsabili (46 per cento contro il 52,7 per cento del 2015). Si assottiglia invece in modo significativo il contributo di integratori alimentari e presidi medico-chirurgici.

Dalla prima indagine rappresentativa dei donatori di farmaci, realizzata in collaborazione con Doxa Pharma in occasione della Giornata di raccolta del farmaco 2016, emerge che a donare sono più le donne e chi ha un titolo di studio superiore, di meno gli under 35. L’indagine è stata condotta su circa mille persone all’uscita di 31 farmacie distribuite in 19 città. Dall’indagine risulta che hanno donato 2 persone su 3 tra quelle recatesi in farmacia durante la Giornata di raccolta, in media si dona 1,6 confezioni di medicinali, ma l’11 per cento ha donato più di 3 confezioni, 35 donatori su 100 donano ogni anno o quasi, mentre 28 su 100 non hanno mai donato neppure un farmaco. I motivi? Sono prevalentemente economici o perché hanno deciso di spendere in altre cause sociali.

L’indagine evidenza il netto divario di spesa sanitaria tra famiglie con reddito e famiglie indigenti. Le prime spendono 682 euro a testa per curarsi, cifra che per le persone indigenti scende a 123 euro. All’interno della spesa per le cure, le persone povere destinano solo 72,60 euro all’anno a testa per acquistare farmaci, contro la media di 268,80. Le difficoltà però non riguardano solo le persone in povertà assoluta: “oltre 12 milioni di italiani hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivazione di tipo economico”, conclude il rapporto.

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