Il cardinale Parolin: “Pronti a collaborare con Trump per la pace” Il Segretario di Stato vaticano prudente sul nuovo presidente americano: "Diamogli almeno il tempo di cominciare"

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“Speriamo molto che queste elezioni, sulle quali sono state espresse considerazioni positive, e anche alcuni timori, possano però aiutare la pace. Oggi c’è bisogno di questo, c’è bisogno che anche la leadership americana si impegni sempre di più proprio per cercare le vie del dialogo e del negoziato e risolvere i tanti problemi che sono aperti, i tanti conflitti che stanno lacerando il mondo”. Lo ha detto il Segretario di Stato cardinale Parolin a margine della presentazione del libro curato da padre Antonio Spadaro con tutte le omelie, i testi e i discorsi di Papa Francesco durante il suo ministero di arcivescovo di Buenos Aires.
A chi gli ricordava che il Santo Padre ha detto che chi alza muri non è cristiano, il principale collaboratore del Pontefice ha poi replicato: “Mi pare che questo lo condividiamo”. Ma Trump alza muri? “Io l’ho già detto ieri, aspettiamo… Sul principio siamo tutti d’accordo, adesso si tratterà di vedere quali saranno le scelte che farà durante il suo mandato. Almeno diamogli qualche giorno, diamogli almeno il tempo di cominciare”.

Il Segretario di Stato, che ieri ha espresso gli auguri al nuovo presidente americano a nome della S. Sede, si è poi soffermato su quelli che saranno i possibili punti di collaborazione tra il Vaticano e gli Stati Uniti: “Io credo il tema della pace, questo potrebbe essere uno di quelli fondamentali. E poi i temi anche interni alla chiesa, come la libertà religiosa, l’impegno dei cattolici, l’attenzione alle fasce più vulnerabili della società”.

Tutti argomenti che stanno molto a cuore al Papa, sui quali le distanze con il magnate americano in passato sono state notevoli. Immigrazione, tutela (anche sanitaria) dei poveri, intervento diplomatico per mettere fine alla guerra in Siria, rapporti con il mondo islamico: stando alle dichiarazioni di Trump in campagna elettorale sono tutti aspetti su cui non sarà facile trovare una visione comune. Ora che è stato eletto, però, bisognerà capire se il nuovo capo della principale potenza mondiale resterà fedele alle sue intenzioni o sarà capace di moderare le posizioni più estreme.

L’ultima battuta è stata riservata alle voci di un possibile accordo tra il Vaticano e la Cina: “Ci stiamo lavorando – ha confermato il cardinale Parolin – Speriamo che arrivi quel giorno però sui tempi non posso pronunciarmi”.

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