Gioco d’azzardo: il Campidoglio bandisce le slot dal centro storico La delibera, a firma Cinque Stelle, è stata depositata in Aula Giulio Cesare. Raggi: "Diciamo basta all'effetto Las Vegas"

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Slot-machine

Stop alle slot machine nel centro storico di Roma. La giunta Raggi ha depositato in Campidoglio una delibera per dire “basta all’effetto Las Vegas”. Si tratta, secondo la Sindaca, di una “importante iniziativa targata M5s con l’obiettivo di tutelare la salute dei nostri cittadini con conseguenti effetti sulla sicurezza della città, la viabilità, l’inquinamento acustico, il decoro urbano e la quiete pubblica“.

Il regolamento punta a “metter ordine introducendo limiti di distanza di 500 metri dai luoghi ‘sensibili‘ come ad esempio scuole, centri sportivi, chiese, caserme e sportelli bancomat”. Limiti che mirano, aggiunge Raggi, “a garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute e dell’ordine pubblico e a prevenire il rischio di utilizzo da parte di minorenni”. Le slot machine saranno dunque vietate “nei perimetri del centro e nelle aree pedonali o comunque nelle zone interdette alla circolazione dei veicoli“. Si regolamentano anche gli orari di esercizio: sarà possibile l’utilizzo degli apparecchi automatici di intrattenimento con vincite in denaro, le cosiddette new slot e Videolottery, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 mentre nei giorni festivi non sarà consentito. Altro aspetto importante sono le sanzioni che, “aggiungendosi a quelle esistenti, prevedono in caso di violazioni reiterate sospensioni o in casi gravi revoche dell’autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale”

Allarmanti i dati: a Roma “i numeri sulle slot machine sono da capogiro: 294 sale e più di 50 mila (rpt: 50 mila) slot machine, pari ad oltre il 12% di tutte quelle distribuite nel nostro Paese”. Insomma “una grande azione a tutela dei cittadini che cerca di trovare una soluzione al gioco d’azzardo, fenomeno che in Italia ha assunto connotati assolutamente preoccupanti contro il quale il M5s si sta battendo con forza anche a livello regionale e nazionale. Un fenomeno ormai profondamente radicato nel tessuto socio-economico del nostro Paese e ancor di più nella nostra città se si considera che i costi sociali e sanitari legati al gioco d’azzardo patologico pesano sulla collettività per una cifra compresa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro annui”.

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