La Biblioteca Apostolica Vaticana digitalizza Virgilio Il processo di digitalizzazione adotta un formato creato dalla Nasa per la conservazione a lungo termine

1999

La Biblioteca Apostolica Vaticana (Bav) ha avviato un innovativo percorso tecnologico di digitalizzazione, archiviazione e riproduzione per tramandare un patrimonio culturale tra i più importanti e preziosi al mondo. Il nuovo protagonista di questa rivoluzione digitale è niente meno che il Virgilio Vaticano (Vat.lat.3225) custodito nella Biblioteca Apostolica, una delle più antiche testimonianze dell’Eneide esistenti, un manoscritto miniato realizzato a Roma intorno al 400 d.C. Grazie alla collaborazione tra Bav, Digita Vaticana, Ntt Data Corporation e Canon Inc. è stata realizzata una speciale stampa a tiratura limitata del Folio XXII recto, pagina nella quale è rappresentata Creusa mentre cerca di trattenere il marito Enea dal prender parte alla battaglia.

Il processo di digitalizzazione, che adotta un formato creato dalla Nasa per la conservazione a lungo termine di immagini e dati di astronomia e astrofisica spaziale, si avvale del supporto tecnologico di Ntt Data per ottenere immagini ad altissima definizione di questi antichissimi documenti. Ed è proprio grazie alla digitalizzazione che, utilizzando una speciale tecnologia di stampa 3D sviluppata da Canon, è stata realizzata la riproduzione del folio XXIIr del Virgilio Vaticano, caratterizzata da una leggera texture in rilievo che ne esalta alcuni particolari, come i bordi irregolari della pergamena e i riflessi dorati delle lettere. Digita Vaticana sta già inviando i primi esemplari delle 200 copie, certificate dalla stessa Biblioteca, a coloro che hanno deciso di sostenere il progetto di digitalizzazione con una donazione pari o superiore a 500 Euro.

“La Biblioteca Vaticana raccoglie e conserva volumi e scritti che ci tramandano la ricchezza di pensiero e di vita dell’umanità” ha dichiarato Mons. Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana. “Siamo molto contenti di aver potuto digitalizzare e diffondere nella rete i nostri manoscritti, in uno spirito di condivisione che ci permette di rendere accessibile a tutto il mondo un patrimonio culturale che vuol essere a beneficio di tutti”.

“Il progetto – spiega Maite Bulgari, fondatrice di Digita Vaticana Onlus assieme al marito Paolo e all’avvocato Marcello Mustilli – è una delle iniziative della nostra Associazione per raccogliere fondi a supporto della digitalizzazione degli oltre 80.000 manoscritti della Biblioteca e dare così la possibilità, a studiosi e non, di accedere a questo immenso patrimonio, tutelandone al contempo la conservazione. Dal 2013 lavoriamo con partner d’eccellenza per garantire la trasmissione di queste preziose testimonianze alle generazioni future, sfruttando le tecnologie più avanzate per conservarle e divulgarle”.

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