Azerbaigian: giro di vite sui media contro le “organizzazioni religiose estremiste” Ispezioni a Baku nei negozi che vendono libri religiosi senza autorizzazione governativa

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il governo dell’Azerbaigian – Stato situato nella regione del Caucaso affacciato sul Mar Caspio – sta svolgendo una lotta contro le “organizzazioni religiose estremiste” del territorio nazionale che diffondono il loro messaggio attraverso i media locali e internazionali.

Il Comitato statale per il lavoro con le organizzazioni religiose ha avviato da venerdì 4 novembre molteplici ispezioni congiunte – insieme a rappresentanti del Ministero dell’interno – nei numerosi negozi che vendono libri religiosi a Baku, la capitale dell’Azerbaigian.

L’ispezione – riferisce un comunicato rilasciato dai dipartimenti – ha constatato “irregolarità” in almeno 8 rivenditori, risultati privi delle autorizzazioni richieste, e ha disposto il sequestro di libri, Dvd e Cd riguardanti argomenti religiosi. I proprietari, infatti, diffondevano materiale senza essersi mai registrati presso gli organismi statali competenti.

A fine ottobre, il Parlamento azero ha approvato alcuni emendamenti alla legge sulla libertà di religione con l’intento dichiarato di sradicare il fondamentalismo religioso. Il sequestro del materiale non registrato, che verrà ora vagliato per valutarne il contenuto, è il primo passo in questa direzione. In Azerbaigian vivono quasi 10 milioni di persone; Il 96% della popolazione è musulmana e, fra di essa, il 65% appartiene alla corrente sciita, notoriamente contraria all’Islam radicale dell’Isis e dei gruppi jihadisti. Nel Paese, vivono anche piccole minoranze di cattolici, largamente presenti nella zona – storicamente chiamata Albania caucasica – dagli albori del Cristianesimo fino all’VIII secolo d.C., quando i Sasanidi vennero sconfitti dagli arabi.

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