Antagonisti tentano di raggiungere la Leopolda, scontri con la polizia a Firenze La manifestazione era stata vietata. Il sindaco Nardella: "Dire no è legittimo, sfasciare la città è inaccettabile"

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I promotori della manifestazione per il no al referendum organizzata a Firenze in concomitanza con i lavori della Leopolda lo avevano detto e hanno mantenuto la promessa: avrebbero ignorato il divieto della Questura, che aveva imposto ai manifestanti di restare “confinati” in piazza SS. Annunziata, a circa 2 km dalla sede della kermesse aperta venerdì sera da Matteo Richetti e dal saluto dello stesso premier Renzi. Un corteo per dire no sia al prossimo referendum costituzionale sia alla politica del governo. Secondo gli organizzatori della manifestazione “il presidente del consiglio continua con la sua idea folle verso questa città e verso il Paese che considera il cortile di casa sua”. Pertanto il corteo ha provato a raggiungere il centro di Firenze. Tra di essi giovani dei centri sociali, antagonisti e membri del Comitato Firenze dice no ma anche esponenti del Comitato contro il salvabanche e veneziani del “No alle grandi navi”.

I tafferugli

“Non accettiamo divieti” hanno scandito, innalzando striscioni e cartelloni contro il premier e la riforma. Ma i manifestanti, un migliaio circa, si sono ben presto trovati di fronte i poliziotti in tenuta antisommossa in via Cavour. Dopo pochi minuti è iniziato il lancio di fumogeni, bottiglie, petardi (in qualche caso vere e proprie bombe carta) e ortaggi nei confronti degli agenti che a quel punto hanno effettuato una carica verso piazza San Marco dove si erano concentrati i contestatori. Abbattuta anche una barriera messa su con oggetti ingombranti e il materiale di un cantiere. Per fortuna il bilancio provvisorio parla solo di alcuni contusi e di un poliziotto ferito in modo lieve a una gamba. Tafferugli si sono registrati anche in altre strade del capoluogo toscano, in via della Mattonaia e in via della Pergola.

Dibattito sulla riforma

Intanto i lavori alla Leopolda, la convention inventata nel 2010 dagli allora sodali di partito Renzi e Civati, concepita come un laboratorio politico in cui elaborare progetti e proposte, andavano avanti senza interruzioni. Renzi ha introdotto il dibattito sulla riforma costituzionale al quale hanno partecipato alcuni costituzionalisti e il ministro Boschi. In mattinata si è rinnovata la tradizione dei “tavoli” di lavoro. Molto affollato quello del ministro dell’economia, Padoan, al suo esordio in questa veste di moderatore. Pressato da giornalisti e partecipanti al convegno, non ha parlato solo della prossima legge di bilancio ma anche della prossima scadenza elettorale del 4 dicembre: “Se vincesse il sì – ha detto – ci sarebbe un beneficio. La situazione è delicata perché i mercati stanno aspettando l’esito di alcune consultazioni, non solo quella italiana”.

La condanna del sindaco

Una dura condanna degli scontri è giunta da parte del sindaco di Firenze Nardella che ha lanciato alcuni tweet in cui afferma che “Persone incappucciate che usano violenza contro la città sono inqualificabili. Dire no è legittimo, sfasciare Firenze è inaccettabile” e ancora “Manifestare è un diritto ma usare la violenza e attaccare la città solo per avere visibilità è meschino e vergognoso. Giù le mani da Firenze”.

Nuova manifestazione a Roma

In una conferenza stampa organizzata dopo la notifica del divieto di manifestare alla Leopolda, i promotori della protesta avevano anche annunciato “una grande manifestazione il 24 novembre a Roma, con un concerto, musica e parole per dire No alla riforma Costituzionale. C’è un problema di democrazia – sostengono – ma da oggi dobbiamo decidere noi, il popolo quali sono i nostri bisogni e la riforma costituzionale va nella direzione opposta”.

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