Obama tuona contro Trump: “Va fermato”. Il calo di Clinton preoccupa l’Onu

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“Fermate Donald Trump”. Barack Obama ha scelto Miami (Florida) per lanciare l’ennesimo appello agli elettori americani in vista delle presidenziali dell’8 novembre. Un intervento che arriva dopo l’ultima puntata dal mailgate, con Hillary Clinton che in pochi giorni ha visto assottigliarsi il suo consenso a causa delle rivelazioni dell’Fbi.

Hillary in calo

E se dopo il secondo confronto in tv la distanza tra i due era oceanica (l’ex first Lady aveva un vantaggio di 11 punti), oggi, rivela RealClearPolitics, la candidata democratica può contare solo su un 2% in più rispetto al rivale. Un crollo che preoccupa l’attuale inquilino della Casa Bianca, deciso più che mai a far valere tutto il consenso acquisito in 8 anni di governo per sostenere la corsa della collega di partito.

Trump “non qualificato”

“Hillary Clinton mi ha fatto un presidente migliore. Trump – ha tuonato Obama – è assolutamente non qualificato. L’Ufficio Ovale non è uno scherzo o un reality tv”. Donald, ha aggiunto, “è nato con il cucchiaio d’argento. Non lo vedete mai in giro con la gente comune e che lavora. Almeno che non stiano pulendo la sua stanza”. E per cercare di portare acqua al mulino di Clinton, Obama ha ricordato i successi ottenuti nel corso del suo mandato: dalla crescita economica al welfare.

Onu in ansia

Da Miami l’attesa per l’esito delle Us Election si sposta sino a New York, quartier generale dell’Onu. Con il 22 per cento del bilancio ordinario, gli Stati Uniti sono il più grande contributore alle casse delle Nazioni Unite ed è dunque con forte preoccupazione che l’organizzazione mondiale per la pace scruta la sfera del dopo 8 novembre. “The Donald” non crede nel multilateralismo e ha già promesso di tagliare le sovvenzioni in nome di una nuova Fortezza America arroccata in se stessa. Trump ha promesso che “cancellerà miliardi di pagamenti promessi all’Onu per la lotta al global warming“.

“Le sue opinioni sconcertanti” lo rendono un pericolo internazionale, ha detto l’alto commissario per i diritti umani Zeid Raad al-Hussein citando le proposte del tycoon sulla tortura. Hillary crede nei valori del multilateralismo anche se, durante il mandato del marito, l’ambasciatrice Madeleine Albright ordinò all’Onu “di sottoporsi a una energica cura dimagrante”. Certamente la ex segretario di Stato cambierà ambasciatore: Samantha Power all’epoca dello scontro con Obama per la Casa Bianca la definì “un mostro”. Al suo posto potrebbero arrivare veterani del Dipartimento di Stato come il suo ex numero due William Burns, oppure Tony Lake, oggi all’Unicef e che fu il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Bill Clinton.

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