Emailgate, Obama contro l’Fbi: “Non si opera su insinuazioni e fughe di notizie” Il presidente ha apertamente criticato le decisioni del numero uno del Bureau di rivelare l'apertura della nuova inchiesta sulla Clinton

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“Credo che ci sia una norma secondo la quale, quando ci sono indagini, non si opera su insinuazioni, su informazioni incomplete e non si opera sulla fuga di notizie. Si opera sulla base di concrete decisioni che sono state prese”. Sono le parole del presidente Barack Obama, che ha contestato apertamente l’operato dell’Fbi che, a meno di una settimana dalle elezioni, ha annunciato l’apertura di una nuova inchiesta contro la candidata democratica Hillary Clinton.

Durante l’intervista rilasciata a NowThis News, Obama ha affermato che l’ultima volta che la Clinton venne messa sotto inchiesta per l’utilizzo di un server privato mentre era Segretario di Stato, “le conclusioni dell’Fbi, del dipartimento di Giustizia e delle ripetute indagini congressuali furono che lei aveva commesso degli errori ma che non era emerso nulla di perseguibile”.

Fino ad ora, Obama non aveva mai parlato in prima persona dell’inchiesta sulla Clinton, ma per lui lo aveva sempre fatto il portavoce del Campidoglio a Washington, Josh Earnest che ultimamente ha dichiarato che esistono norme e consuetudini pensate per “limitare la discussione pubblica” che dovrebbero essere “applicate e applaudite”.

Negli Stati Uniti esiste una legge del 1939, l’Hatch Act – così nominata per il senatore Carl Hartch del New Mexico che ne fu autore -, che mira ad evitare la possibilità che ufficiali governativi influenzino in qualsiasi modo i risultati delle elezioni. La legge federale intende prevenire comportamenti politici impropri e dannosi, proibendo a dirigenti del governo – escluso presidente, vicepresidente e pochi altri ufficiali designati – di partecipare ad attività politiche di ogni forma. Atto che secondo molti critici sarebbe stato violato da James Comey.

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