Cina, intrappolati per giorni dopo un’esplosione: morti i 33 minatori L'incidente si era verificato nei giorni scorsi, nel distretto di Yongchuan, quando in uno dei pozzi si era verificata una detonazione, molto probabilmente legata all'accumulo di gas

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Non ce l’hanno fatti i 33 minatori che erano rimasti intrappolati in una miniera di carbone dopo un‘esplosione di gas. I loro corpi sono stati ritrovati nel sito estrattivo di Jinshangou, nella città di Laisu. In precedenza, i media avevano riferito che 15 operai erano deceduti, mentre 18 risultavano ancora dispersi. Invece, a operazioni di soccorso concluse, il bilancio della tragedia è altissimo.

L’incidente si era verificato nei giorni scorsi, nel distretto di Yongchuan, quando in uno dei pozzi si era verificata un’esplosione, molto probabilmente legata all’accumulo di gas rilasciato dalle vene di carbone non trasportato via dai sistemi di ventilazione interni. In base alle prime indagini svolte dall’Amministrazione statale cinese per la sicurezza sul lavoro, la miniera da tempo soffriva di problemi gestionali, l’equipaggiamento all’interno del sito era insufficiente e di scarsa qualità e la ventilazione non era adeguata.

Incidenti simili in Cina sono molto frequenti proprio a causa del mancato rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro. Il presidente cinese Xi Jinping ha sollecitato che vengano apportati delle sostanziali modifiche ai meccanismi di sicurezza che dovrebbero attivarsi per scongiurare incidenti di questo tipo nel settore minerario. In base a quanto riferito dall’agenzia Nuova Cina, il presidente Xi ha invitato le autorità – a tutti i livelli – a tener conto che lo “sviluppo non deve maturare a danno della sicurezza”.

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