Referendum, Alfano: “Un rinvio dopo il sisma? Ipotesi da prendere in considerazione” Il ministro dell'Interno: "Se le opposizioni sono d'accordo si può valutare". Ma poi aggiunge: "Difficile che si concretizzi"

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“Non abbiamo chiesto nessun rinvio della data elettorale per il referendum costituzionale del 4 dicembre. Ma, qualora una parte dell’opposizione fosse disponibile a valutare un’ipotesi di questo genere, sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”. Lo ha detto ad Rtl 102.5 il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, riguardo alla possibilità di posticipare la consultazione in seguito al sisma che ha colpito il Centro Italia.

Il titolare del Viminale ha poi lanciato un appello a Silvio Berlusconi affinché Forza Italia “dia disponibilità allo spostamento della data del referendum”. Alfano ha precisato però che sull’eventuale richiesta di rinvio ha parlato “a livello personale come capo del mio movimento”, visto che difficilmente tale istanza, laddove venisse avanzata, “verrebbe presa in considerazione. E’ chiaro, ha aggiunto, “che sul piano della polemica pubblica è una fatica parlare oggi del referendum. Non è facile discutere le ragioni del Sì e del No quando ci sono migliaia di sfollati“.

Al di là dell’emergenza terremoto l’eventualità di uno spostamento della consultazione viene caldeggiata da più di una parte della maggioranza Pd. Avere a disposizione qualche mese in più consentirebbe ai fautori del Sì di tentare un recupero sul No, attualmente favorito secondo i sondaggi. Attualmente sarebbero 5 i punti che dividono i due schieramenti ma il numero di indecisi è in crescita (è attestato al 27,7%). E’ ad essi che si rivolgeranno in particolare il premier Matteo Renzi e i suoi alleati. Sul referendum pende poi la spada di Damocle rappresentata dalla questione di legittimità costituzionale avanzata dall’ex presidente della Consulta, Valerio Onida, nel doppio ricorso presentato davanti al Tribunale di Milano e al Tar del Lazio. Secondo il giurista la formulazione unica del quesito, a fronte di una molteplicità di temi affrontati dalla riforma, non rispetterebbe il diritto degli elettori. Se l’eccezione fosse accolta non ci sarebbero tempi i tempi tecnici per arrivare a sentenza prima del 4 dicembre, con conseguente spostamento della data. Eventualità che, forse, i sostenitori del Sì cominciano ad auspicare.

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