Honduras, il 10% dei bambini costretti a lasciare la scuola I dati riportati grazie a uno studio realizzato dalla Comisión de Acción Social Menonita (Casm)

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Allarme scolarizzazione in Honduras, in America Centrale. La mancanza di risorse economiche di molte famiglie di San Pedro Sula – la seconda città più popolosa dello stato dopo la capitale Tegucigalpa e cuore economico del Paese – sta obbligando i bambini che vivono nelle zone periferiche a lasciare la scuola per cercare lavoro.

Grazie a uno studio realizzato dalla Comisión de Acción Social Menonita (Casm) in quattro villaggi circostanti San Pedro Sula, è emerso che il 10% dei minori nella fascia di età tra 5 e 18 anni non studia o abbandona la scuola a metà anno scolastico. Le cause principali sono la mancanza di denaro nelle case e il lavoro minorile che ne consegue. Nei quattro villaggi dove è impegnato il Casm, vivono 1.852 minori; di questi, 175 (poco meno del 10%) hanno lasciato gli studi e lavorano.

Le difficoltà economiche si respirano anche in altre zone del Paese. Nella scuola Dionisio de Herrera, del villaggio Río de Piedras, all’inizio dell’anno erano immatricolati mille alunni – riporta il Casm – ma almeno 100 si sono ritirati per poter aiutare economicamente le rispettive famiglie. L’Honduras – terra popolata anticamente dai Maya – è attualmente il secondo Paese più povero delle Americhe ed anche uno dei più violenti del mondo per l’alto tasso di criminalità legato al traffico di cocaina. San Pedro Sula secondo un rapporto del 2013 ha il primato mondiale nel tasso di omicidi: 169 ogni 100.000 abitanti.

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