Ddl “Taglia stipendi” rinviato in commissione, Di Battista: “Siamo indignati” Maggioranza compatta a Montecitorio. Anche Grillo era presente alla seduta: "Chiediamo un atto di buona volontà"

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Il ddl del Movimento 5 Stelle sul trattamento economico e previdenziale dei membri del Parlamento (il cosiddetto “taglia stipendi“) torna in commissione. Lo ha stabilito l’Assemblea di Montecitorio con 109 voti di differenza. A favore del rinvio si è espressa tutta la maggioranza. Contro tutte le altre forze politiche tranne i deputati di Conservatori e riformisti che si sono astenuti.

“Quella di oggi è la dimostrazione plastica di quello che sono questi politici: sono indignato! Spero che a dicembre metteremo fine a questo disgusto” ha commentato Alessandro Di Battista che dopo la decisione della Camera ha raggiunto piazza Montecitorio.

Al voto era presente anche Beppe Grillo. “Questa non è una legge per tagliare, che è una brutta parola, una parola violenta, un atto di buona volontà di cui anche la Chiesa è contenta… – aveva detto il leader del M5s – Pensate il Papa come ne sarebbe contento”.

Il blog di Grillo, con un post di Di Maio, aveva chiesto a Renzi di presentarsi in aula e di dare ai suoi indicazione di voto favorevole, annunciando per il pomeriggio “un sit-in in piazza a Montecitorio di incoraggiamento al Pd prima della votazione in Aula. Stateci vicini e fatevi sentire, anche oggi porteremo la vostra voce dentro il Parlamento“. In piazza i parlamentari pentastellati hanno sorretto a lungo uno striscione sul quale campeggiava la scritta: “Tagliatevi lo stipendio la vera riforma è questa”.

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