LA CARAMBOLA DELLA VITA

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Fiato sospeso, silenzio. Solo il delicato rumore della palla che rotola da una sponda all’altra, scivola travolgendo i birilli. Ma non c’è sconfitta in questa caduta, anzi il contrario: la vittoria, il punto, il riscatto di un’intera partita. E quei birilli poi sono nuovamente rialzati, pronti alla prossima sfida su quello che, dal loro piccolo punto di vista, è l’immenso campo dove “muoversi”. Impossibile sapere cosa accadrà, né avere la visione di ciò che c’è dall’altra parte. Ma si è al centro del gioco, caduti e rialzati, ogni volta. C’è tutta la metafora della vita nel gioco del biliardo, ancor più se il protagonista è un disabile tetraplegico.

Luca Bucchi, 50 anni appena compiuti, fino a quando ne aveva 19 era di una forza della natura. Paracadutista della Folgore, ha visto cambiare la propria vita non per un lancio da un aereo ma per un tuffo in acque basse. Quel colpo alla colonna vertebrale gli ha modificato l’esistenza. Appassionato di biliardo da sempre (“da quando marinavo la scuola per andare a giocare con gli amici”, racconta), si è sentito come quel birillo rosso al centro del piano da gioco. Solo, reclinato, incapace di alzarsi. Era caduto, certo, ma poteva ugualmente essere protagonista sul tavolo della vita. E segnare quel punto che rappresenta la riscossa. Ma ci è voluto un po’ per capirlo…

luca_bucchi“All’inizio non è stato facile – racconta- anche perché la disabilità era grande e avevo problemi collaterali. Poi sono approdato in una clinica tedesca dove mi hanno fatto vedere la vita da un’altra angolazione; il focus non era più ‘tutto ciò che non potevo fare’ ma esattamente il contrario, ‘tutte le opportunità che avevo’. Ed erano tante”.

Compreso giocare a biliardo, la sua passione da sempre. Se Tom Cruise e Paul Newman facevano i fenomeni ne “Il colore del soldi”, Luca diventa il protagonista assoluto del suo personalissimo film che dà colore all’esistenza. Il colore verde del tavolo, il verde speranza di una vita possibile.

Si fa preparare una speciale struttura inventata da lui per poter sorreggere il tiro, non avendo la possibilità di fare “pinza” con le mani) e inizia a giocare contro tutti. Ma proprio tutti: partecipa ai campionarti per normodotati, gareggiando con handicap incredibili non dovuti solo alla sua situazione ma alla struttura stessa dei tavoli, concepiti per giocare esclusivamente da in piedi.

Ma ecco che accade, proprio in questi giorni, un altro piccolo miracolo. Un’azienda italiana, la Mbm biliardi, già leader del settore e dunque senza alcun interesse economico reale nell’avventurarsi in un progetto del genere, decide di impiegare le proprie energie a uno sviluppo tecnologico “dedicato” grazie al supporto dell’Associazione paraplegici (Ap) Roma e Lazio. “Questo prototipo innovativo è il frutto di una proficua collaborazione che ha visto l’Ap protagonista nella realizzazione di un progetto inclusivo in questo ambito sportivo – dichiara Daniele Stavolo, presidente dell’Associazione paraplegici di Roma e Lazio – Il raggiungimento di questo obiettivo consentirà di garantire a tutti gli appassionati pari opportunità di accesso a questo bellissimo sport, e la possibilità di gareggiare anche nelle competizioni di più alto livello”.

Il sogno diventa realtà. Il tavolo ad altezza differenziata grazie ad un complicato meccanismo di pistoni viene costruito, con tanto di sistema di sicurezza per impedire che il movimento in abbassamento possa schiacciare le gambe del disabile che eventualmente fossero rimaste sotto. “Finalmente potremo gareggiare da pari a pari con i normodotati – racconta Luca , che nel frattempo si è diplomato maestro d’arte, ha vinto una borsa di studio per pittori disabili ed oggi insegna –. E vedremo chi vince…” sottolinea con un sorriso.

“Siamo onorati – ha dichiarato Mariano Maggio, proprietario della Mbm Biliardi – di essere stati selezionati e poi scelti tra moltissimi progetti per partecipare a uno dei più importanti eventi sull’innovazione. Questo significa che nel nostro Paese sono ancora le idee che possono cambiare il mondo. Speriamo quindi di poter vedere al più presto il nostro biliardo alle paralimpiadi“.

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