Manovra, Di Maio: “Quelle del premier sono mance per il Sì al referendum” Attesa per l'arrivo della lettera Ue. Il vicepresidente della Camera: "Il premier s'indebita per bonus che non creano sviluppo"

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Dovrebbero partire oggi le lettere dell’Unione Europea con le richieste di chiarimento sulle bozze di legge di Bilancio per l’Italia e altri cinque o sei paesi, tra cui Belgio, Spagna, Portogallo, Estonia e forse Francia e Olanda. Per Roma i dubbi sul fronte delle entrate sono per le troppe una-tantum, su quello delle uscite per il piano nazionale di salvaguardia antisismica, considerato strutturale e non emergenziale. Ok per le spese di ricostruzione locale e quelle per i migranti.

La manovra, intanto, fa discutere anche in Italia. “Renzi sono due anni che ci sta indebitando per dei bonus che non creano sviluppo economico per ripagare il debito l’anno dopo, e questo ormai l’Ue l’ha capito, noi abbiamo perso tantissima credibilità” ha detto a Rtl Luigi Di Maio. “Io credo che si possa fare deficit in questo Paese, ma per investimenti produttivi, invece vedo deficit per dare qualche mancia elettorale in vista del referendum per provare a far vincere il Sì. Lo ha già fatto in passato, lo ha già fatto prima delle amministrative, ma questo modo di gestire il debito dei cittadini italiani e dei nostri figli è criticabile, e l’Ue lo sa”.

Quanto allo scontro tra Renzi e Bruxelles, Di Maio ha sottolineato: “A me sarebbe piaciuto lo stesso scontro però nei fatti. Il premier Renzi oltre a protestare in conferenza stampa non è che abbia battuto i pugni sul tavolo quando era il momento, lui continua a dire che diamo venti miliardi di euro all’Ue ogni anno e ne rientrano solo dodici, bene, ma allora passi ai fatti. Se questa Europa che noi paghiamo venti miliardi di euro ogni anno non fa quello che dovrebbe fare, allora cominciamo a trattenere una parte del contributo economico che trasferiamo ogni anno e gestiamo la crisi migranti almeno con maggiore efficienza”.

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