Centro Televisivo Vaticano, da 33 anni al servizio del messaggio evangelico Intervista al direttore del Ctv, Stefano D'Agostini. "Domiamo la tecnologia, non la cavalchiamo"

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Trentatrè anni fa nasceva il Centro Televisivo Vaticano voluto da San Giovanni Paolo II nel 1983. Scopo principale del Ctv è quello di “contribuire all’annuncio universale del Vangelo, documentando con le immagini il ministero pastorale del Papa e le attività della Sede apostolica”, celebrazioni, udienze, Angelus, Messe, viaggi papali e altre manifestazioni, in collaborazione con organi di informazione nazionali e internazionali. Di particolare qualità la produzione di documentari in diverse lingue oltre alla presenza di un prezioso archivio di immagini televisive. Oggi il Ctv è impegnato nell’utilizzo di nuove tecnologie per la diffusione del messaggio del Papa. Ne abbiamo parlato con il direttore Stefano D’Agostini.

“Già nel 1983, quando ebbe questa forte volontà, questa intuizione e istituì il ‘Centrum Televisificum Vaticanum’, mettendo alla prova i latinisti vaticani per trovare la parola “televisivo”, che naturalmente in latino non era contemplata, aveva già questa visione del futuro. Negli anni, anche attraverso la guida di grandi esponenti del mondo televisivo come Emilio Rossi, che in un’udienza con Giovanni Paolo II parlò del Centro televisivo come di un bambino che stava crescendo, ecco, oggi, questo bambino è arrivato a 33 anni guardando sempre al futuro e alla tecnologia con un’ottica particolare: non vogliamo cavalcare la tecnologia ma vogliamo domarla, se mi passate il termine, proprio per metterla al servizio della potenza del messaggio.

Per questo, direttore D’Agostini, vale la pena ricordare la digitalizzazione dell’archivio del CTV…
“E’ stata una forte volontà, nel 2013, dell’attuale Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Edoardo Viganò: appena arrivato al CTV ebbe, appunto, questa forte volontà di far fare un passo in avanti all’archivio perché, secondo la sua visione – assolutamente condivisibile – “gli storici d’ora in poi leggeranno la Storia attraverso le immagini che noi proporremo. E tanto più saranno di qualità, tanto più il materiale avrà una lunga vita”.

I contenuti, le immagini e quindi una piattaforma per la gestione dei contenuti
“Sì. Qui facciamo un piccolo accenno anche alla grande riforma che ci vede coinvolti. Ormai siamo vicini al punto di unione tra Radio Vaticana e Centro Televisivo. E’ la riforma dei media vaticani voluta da Papa Francesco che è affidata proprio alla Segreteria per la Comunicazione. Ormai il mondo si muove verso il multimediale, quindi l’audio, il video, la rete diventano una fonte inesauribile di immagini, di suoni, di testo. Tutto questo ci porta a essere propositivi per il futuro: nuove tecnologie, nuovi contenuti, nuovi linguaggi adattati, sempre, con l’occhio alla diffusione del Magistero”.

D’Agostini, la sfida ora è quella dell’Ultra Hd, il 4K: tv che sono già in commercio…
Certo. Noi abbiamo già sperimentato la tecnica dell’Ultra Hd e, se non proprio in anteprima, tengo però a dare questa notizia attraverso la Radio Vaticana: la chiusura dell’Anno Santo, il prossimo 20 novembre, sarà ripresa e registrata, naturalmente, in tecnica 4K Ultra Hd con l’aggiunta di un’ulteriore sigla, l’Hdr, High Dynamic Range, cioè un’immagine che si avvicina sempre di più alla percezione dell’occhio umano. La trasmissione verrà diffusa via satellite e chi avrà già a casa il televisore in 4K, potrà apprezzare ed essere ancora più immerso in queste immagini spettacolari.

Molte tv nazionali e internazionali richiedono le immagini di Papa Francesco. Che tipo di servizio offre il CTV ai grandi network ma anche alla gente che, ad esempio, nell’area italiana vi può seguire direttamente in chiaro sui canali del Digitale Terrestre?
“Ecco, ho forse un po’ tralasciato, parlando di queste grandi tecnologie, il discorso fondamentale per noi, di essere indirizzati anche verso chi non ha tutta questa tecnologia. Noi partiamo dall’alta qualità per declinarla fino alla videocassetta o al dvd da consegnare, da spedire, alle suore in Africa che provvedono poi in piccole comunità a mostrare le cerimonie del Santo Padre. E’ chiaro che il Pontificato di Papa Francesco è seguitissimo, c’è una fame di immagini del Santo Padre veramente incredibile, e naturalmente tutti i grandi network mondiali fanno riferimento alla nostra – come la chiamiamo usando un gergo internazionale – news agency, cioè la distribuzione delle immagini dell’attività quotidiana del Papa. Ma c’è anche la ri-diffusione delle grandi cerimonie: in Italia, Tv2000, la televisione dei vescovi, e Telepace sono i due network che ripetono sul territorio tutto quello che noi produciamo”.

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