Rapporto Federculture: “La cultura è tornata ad essere una risorsa per il nostro Paese” Il 12° dossier è intitolato “Impresa Cultura. Creatività, partecipazione, competitività”

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notte dei musei

La cultura è tornata ad essere una risorsa per il nostro Paese. La tendenza in corso è inequivocabile e, per parte nostra, deve essere rafforzata con politiche e iniziative adeguate”. Lo annuncia il presidente di Federculture Andrea Cacellato alla presentazione del 12° Rapporto Annuale Federculture, “Impresa Cultura. Creatività, partecipazione, competitività” (edito da Gangemi in collaborazione con Agis) che finalmente registra importanti inversioni di tendenza con crescita e trend positivi su punti nodali del mondo dei “soggetti culturali” in Italia:”Ci sono tutte le condizioni, questa volta, per una vera svolta“, assicura Cacellato.

Il settore evidenzia un risveglio grazie alla congiunzione positiva di vari fattori: dall’opera congiunta di valorizzazione e promozione di conoscenza tra i giovani (che hanno saputo favorire la partecipazione dei cittadini alla tutela e alla fruizione del diffuso patrimonio nazionale); all’aumento di risorse economiche a disposizione del settore e dei soggetti che vi operano; alla maggiore rilevanza esercitata nell’agenda del Paese nelle politiche per lo sviluppo economico e sociale fino ai risultati dell’autonomia operativa concessa ai musei statali.

Il 2015 registra, secondo i dati del rapporto annuale, notevoli recuperi nei consumi: il 4% in più degli italiani è tornato a frequentare i teatri, il 7% i musei (con margini del 18% rispetto al 2013), l’8% i siti archeologici. E se si prendono in esame la fasce di età 15-17 e 20-24, non potrà che colpire l’ondata di interesse espresso con picchi rispettivi del 16,6% e dell’11,4% alla voce teatro, del 10,6% e del 14,3% per musei e mostre e addirittura un +8,2% per i concerti di musica classica. I rosei risultati sono stati evidenziati anche dalla “scalata” nella classifica della “competitività turistica” stilata dal World Economic Forum, che in soli due anni (2013-2015), ha visto il Bel Paese risalire dalla 26esima all’8° posizione.

In un quadro complessivamente felice, non mancano però anche dei nodi da risolvere. In primis, l’astensione culturale che – seppur in calo del 4% rispetto al 2014 – riguarda ancora 11 milioni di italiani, con gravi precipizi soprattutto sul fronte della lettura dove si stima che meno di un italiano su due abbia letto almeno un libro nel corso dell’anno.

Altro “fronte caldo” rimane il Mezzogiorno che – malgrado gli indicatori positivi – mantiene una posizione arretrata rispetto al resto della penisola. Anche la concentrazione dei visitatori stranieri è minore, ancora una volta, nel Sud Italia, dove le Regioni saranno chiamate a intensificare le azioni culturali locali.

Tra le proposte che Federculture avanza per sostenere la crescita, figurano la defiscalizzazione dei consumi culturali; l’estensione dell‘Art bonus ad una platea più ampia di beneficiari, in particolare alla popolazione anziana; l’assecondamento dei processi di autonomia delle fondazioni culturali e di eventuali percorsi di privatizzazione; lo studio e il varo di discipline specifiche per l’“Impresa culturale” al fine di stimolare la partecipazione di soggetti privati accanto alle Istituzioni pubbliche.

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