Proseguono i raid russo-siriani su Aleppo Est: morte almeno 12 persone Tra le vittime anche 5 bambini. Johnson: "E' una vergogna per l'umanità. Mosca torni a negoziare"

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Almeno 12 persone, tra cui cinque bambini, sono morte a seguito dei raid aerei russi o governativi su Aleppo est, la zona della città controllata dagli insorti. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui i bombardamenti hanno colpito abitazioni civili nei quartieri orientali dove sono in corso combattimenti tra forze lealiste e insorti.

“Il bombardamento di Aleppo è una vergogna per l’umanità – ha commentato il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson da Lussemburgo – faccio appello alla popolazione russa per il ritorno al tavolo dei negoziati a Ginevra per una soluzione politica sulla Siria”. Assad e la Russia, infatti, sono “insieme in una bolla”. Durante il consiglio Ue si discuterà anche di “come aumentare la pressione sul regime di Assad“, facendo un lavoro di “pressione diplomatica” e tenendo conto del ruolo giocato anche dai Paesi vicini come l’Iran.

“Bisogna dire chiaramente che la Russia è impegnata a fianco di Bashar Al Assad, ed è in procinto di operare una distruzione come avvenne a Grozny quindi non si possono chiudere gli occhi su questa situazione” ha detto invece il ministro francese Laurent Fabius sottolineando che per questo oggi “è importante inviare un messaggio chiaro e fermo soprattutto su quanto sta succedendo ad Aleppo” e “perseverare perché bisogna che la pressione sia forte su Assad e fermare il massacro della popolazione di Aleppo”. Da una parte è necessario un piano umanitario e dall’altra riprendere i negoziati per il processo di pace, ha aggiunto Fabius, ricordando che “l’obiettivo della Francia è continuare la lotta contro il terrorismo, non solo l’Isis ma anche Al Qaeda e Al Nusra”.

Il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn si è detto contrario a nuove sanzioni alla Russia per Aleppo. “Non vedo come ulteriori sanzioni possano contribuire a stabilire un cessate il fuoco durevole” in Siria, ha spiegatp al quotidiano di Berlino Tagesspiegel. L’ipotesi, avanzata da Stati Uniti e Gran Bretagna, troverebbe a Berlino l’appoggio di Angela Merkel che, secondo quanto riportato ieri dalla testata domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung, vorrebbe fare pressioni in questo senso al prossimo summit Ue di giovedì e venerdì.

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