Verdini sul referendum: “se vince il Sì noi di Ala entreremo nell’esecutivo” Secondo il politico fiorentino plurimputato, la vittoria non è un miraggio lontano

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Dal 5 dicembre cambierà tutto, se vince il Sì noi di Ala entreremo nell’esecutivo”. Parola di Denis Verdini, il senatore plurimputato per bancarotta, truffa e corruzione in distinti processi, in merito ai possibili esiti del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. “Primum: vincere”, avrebbe aggiunto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e Repubblica, in un incontro riservato con il sottosegretario Enrico Zanetti e l’ex ministro Maurizio Lupi con i quali avrebbe anche ribadito il suo impegno a fianco del governo in favore della riforma della Costituzione (che lui e i suoi hanno votato in Parlamento). Secondo: riunire in un’unico “contenitore” i centristi, da Ala a Ncd fino a Scelta civica. Terzo, presentare una proposta di riforma della legge elettorale in cui risulti centrale il ruolo dei verdiniani.

Secondo il politico fiorentino, la vittoria non è un miraggio lontano. “I sondaggi danno un testa a testa”, ha detto sempre secondo il Corriere. “Ma se valutiamo tutte le forze che si oppongono alla riforma, il no dovrebbe essere accreditato almeno del 65 per cento. Se non è così, è perché nel merito la stragrande maggioranza dei cittadini è favorevole al cambiamento. E quanti lo avversano, compresi insigni costituzionalisti, sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi. Tranne essere poi battuti in tv da un giovanotto che ha studiato sui loro testi” (il “giovanotto” nominato da Verdini è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi).

“Mai come stavolta il risultato sarà frutto del personale convincimento degli elettori”, ha aggiunto il politico, “su cui i partiti non sembrano incidere. Secondo me il fronte del No ha raggiunto il suo picco massimo. Anche sotto il profilo mediatico ha detto tutto quello che poteva dire, cioè ‘mandiamo Renzi a casa’. Mentre il fronte del Sì non può che crescere, perciò – conclude il discorso – date una mano a Pera e Urbani con i comitati”.

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