Nominati dal Pontefice i cardinali che chiuderanno la Porta Santa delle basiliche romane Vallini, Santos Abril y Castello e Harvey presiederanno le cerimonie del 13 novembre a S. Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo

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Papa Francesco ha nominato il cardinale Agostino Vallini, suo vicario per Roma e arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, suo legato per presiedere il rito di chiusura della Porta Santa della medesima Basilica, previsto in occasione della liturgia domenicale del 13 novembre prossimo.

Analogamente, ha nominato il cardinale Santos Abril y Castello, arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, suo legato per presiedere il rito di chiusura della Porta Santa della medesima Basilica, previsto sempre in occasione della liturgia domenicale del 13 novembre.

La nomina è arrivata anche al cardinale James Michael Harvey, arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura, suo legato per presiedere il rito di chiusura della Porta Santa della medesima Basilica, previsto sempre nella messa domenicale del 13 novembre.

L’apertura della Porta Santa e la sua chiusura segnano l’inizio e la conclusione dell’Anno Santo. A Roma, sono quattro le Porte che vengono aperte: altre a quella di San Pietro, ci sono quelle delle altre tre basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. La Porta rimanda al passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia, guardando a Cristo che di sé dice: “Io sono la porta“.

Fu Papa Martino V ad aprire, per la prima volta nella storia, la Porta Santa di San Giovanni in Laterano, nel 1423. Fino al Giubileo del 1975 le Porte erano murate sia all’esterno, sia all’interno delle basiliche. Così, nel giorno dell’inizio del Giubileo, il Papa aveva in mano un martelletto che percuoteva tre volte sul muro della Porta prima che la parete fosse abbattuta. Paolo VI volle spostare l’attenzione dal muro alla Porta e stabilì che le Porte non fossero più murate all’esterno. Oggi, sono sempre visibili dall’esterno. Per aprire la Porta non serve più il martelletto d’argento e per chiuderle non c’è bisogno che il Pontefice abbia in mano una cazzuola (come avveniva in precedenza).

Restano però i muri interni: le pareti sono realizzate con mattoni che hanno impresso il nome del Papa che ha aperto e chiuso l’Anno Santo e accolgono all’interno una pergamena e alcune monete in un’urna. Le monete che saranno murate quest’anno nelle Porte Sante evocheranno il terzo anno di pontificato di Papa Bergoglio, ovvero quello stesso anno in cui si è celebrato il Giubileo.

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