La Roma espugna il San Paolo: bomber Dzeko e giallorossi al secondo posto Inutile la rete di Koulibaly all'inizio del secondo tempo. Il gol di Salah conclude la doppietta del bosniaco

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Al San Paolo, la Roma cala il tris, scavalcando il Napoli e accorciando le distanze in classifica con la Juve. La squadra di Sarri accusa il colpo, mentre i tifosi sono a dir poco inferociti: “Tirate fuori le palle” è il coro che urla la Curva, mentre volano anche insulti al presidente partenopeo e a sua madre. La vittoria giallorossa, dovuta alla doppietta di Dzeko e il gol di Salah, intervallato dal vantaggio di Koulibaly, fa respirare un clima di mal contento alle pendici del Vesuvio, tanto più che il Napoli viene sconfitta in casa per la prima volta in campionato nell’era Sarri, dopo 19 vittorie e 3 pareggi.  L’ultimo k.o. risale a Benitez, quando i partenopei cedettero alla Lazio il posto in Champions nel maggio 2015. Dzeko, al 7° gol, diviene, per ora, capo cannoniere.

Quella andata in scena sotto un sole infuocato è la partita della grandi assenze: da Milik a Strootman e Bruno Peres. I ct ridisegnano quindi gli schemi tattici delle squadra. A Sarri, che presenta il consueto 4-3-3, con Gabbiadini in sostituzione del centravanti polacco, risponde Spalletti che schiera una difesa a tre, delineando un 3-4-1-2 di partenza destinato già al 10′ a ritornare a un 4-2-3-1, che in copertura si modifica in 4-1-4-1. Fin da subito, il Napoli cerca il gioco sulle fasce, con raddoppi dei terzini per allargare gli spazi giallorossi e servire in profondità. La Roma predilige gli “uno contro uno” di Salah, bravo a servire Dzeko. Il primo tempo è ricco di tante situazioni pericolose.

Anche se inizialmente è il Napoli a fare la partita, il gruppo di Spalletti conclude più spesso nello specchio della porta. Il botta e riposta comincia subito, con Insigne che su punizione sfiora il palo (5′), e con Dzeko che un minuto più tardi tira troppo alto da un’ottima posizione, anticipando anche Koulibaly. L’area della Roma diventa pericolosa con Insigne che conclude alto (14′) e Allan in percussione che però tira fuori (17′). I giallorossi replicano subito: Koulibaly deve recuperare Dzeko lanciato a rete da Nainggolan (15′), che poi dai sedici metri tira fuori da buona posizione (21′), così come Perotti, pochi secondi dopo, sfiora il palo concludendo dalla sinistra con un tiro a giro che dà l’illusione della rete.

Il Napoli cresce al 25′, quando per tre volte Manolas e company, respingono altrettante conclusioni da dentro l’area. Al 30′, poi, è Fazio a rimpallare un tiro di Hamsik trovatosi defilato davanti a Szczesny. Il portiere polacco deve fare solo una vera parata, quella su Ghoulam al 35′. Poi, però, è la Roma a tenere occupato Reina: prima para su Nainggolan (27′) e poi esce sui piedi di Dzeko, lanciato da Salah (32′). E proprio quando la prima frazione di gioco si sta avviando verso lo 0-0, al 43′, una palla persa da Koulibaly consente a Salah, ancora una volta, di innescare Dzeko, liberato anche dalla finta di Nainggolan, che dinanzi a Reina batte facilmente la rete per il vantaggio.

Nella ripresa, all’8′, un tiro di Ghoulam impegna Szczesny, ma dopo appena un minuto i giallorossi raddoppiano: punizione di Florenzi e colpo di testa vincente di Dzeko, che segna una doppietta che lo consacra, per ora, capo cannoniere. Sarri sostituisce uno spaesato Gabbiadini (fischiato) e l’angolo di Ghoulam innesca il colpo di testa di Koulibaly che va in rete. Non è ancora scattato il quarto d’ora che Mertens, finto centravanti, dà soluzioni interessanti. Ma i partenopei producono poco: un tiro di Allan parato da Szczesny e un bivio per Callejon anticipato in area da Juan Jesus.

L’equilibrio della partita viene spezzato al 40′, quando Salah cala il tris ritrovandosi da solo davanti a Reina. Nel finale, una grande parata di Szczesny su Mertens (43′) e un’altra similare di Reina su El Shaarawy (44′) concludono il match, mentre Jorginho sciupa una bella occasione dai dieci metri tirando alto. La Roma esulta stringendosi attorno al suo bomber, Dzeko, il Napoli piange e inizia a gustare un’aria di crisi.

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