Francesco ai nonni: “Avete la missione di testimoniare i valori che rimangono per sempre” In Vaticano l'incontro tra il Pontefice e i membri dell'Associazione Nazionale Lavoratori Anziani

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“In un mondo come quello attuale, nel quale sono spesso mitizzate la forza e l’apparenza, voi avete la missione di testimoniare i valori che contano davvero e che rimangono per sempre, perché sono inscritti nel cuore di ogni essere umano e garantiti dalla Parola di Dio”. Papa Francesco incontra in Vaticano ben settemila nonni e nonne grazie all’iniziativa di Senior Italia Federanziani e Anla Onlus (Associazione italiana lavoratori anziani) che conclude con questo incontro la Festa dei nonni 2016. Ai più è nota la particolare attenzione che Bergoglio, fin dall’inizio del suo pontificato, ha rivolto agli anziani. In diverse occasioni ha chiesto ai giovani di stare vicino ai loro nonni, per assorbirne la saggezza, e agli stessi nonni di “non tirare i remi in barca perché abbiamo bisogno dei sogni dei nonni, e di ascoltare questi sogni“.

L’incontro con il Papa, è stato preceduto da uno spettacolo condotto da Elena Grazini, durante il quale i protagonisti (anziani anche loro) hanno raccontato quanto fanno nella quotidianità: la teatro-terapia dei volontari in Abruzzo, l’accompagnamento alla dialisi degli anziani dell’Emilia Romagna, il Pronto intervento sociale in Campania, la generosa gara di solidarietà fra nonni a Siracusa per la figlia di una vittima del lavoro.

“Mi rallegro di vivere insieme con voi questa giornata di riflessione e preghiera – dice Papa Francesco -. La Chiesa guarda alle persone anziane con affetto, riconoscenza e grande stima. Esse sono parte essenziale della comunità cristiana e della società, in particolare rappresentano le radici e la memoria di un popolo. Voi siete una presenza importante, perché la vostra esperienza costituisce un tesoro prezioso, indispensabile per guardare al futuro con speranza e responsabilità”. La maturità e saggezza, accumulate negli anni, sottolinea il Pontefice – “possono aiutare i più giovani, sostenendoli nel cammino della crescita e dell’apertura all’avvenire, nella ricerca della loro strada”. Sono proprio i nonni, infatti, a testimoniare “che, anche nelle prove più difficili, non bisogna mai perdere la fiducia in Dio e in un futuro migliore”.  Per il Santo Padre, i nonni “sono come alberi che continuano a portare frutto: pur sotto il peso degli anni, possono dare il loro contributo originale per una società ricca di valori e per l’affermazione della cultura della vita”.

Innumerevoli sono le persone della “terza età” che impiegano “generosamente” il loro tempo e “i talenti che Dio ha loro concesso aprendosi all’aiuto e al sostegno verso gli altri”. Il pensiero di Bergoglio vola “a quanti si rendono disponibili nelle parrocchie per un servizio davvero prezioso: alcuni si dedicano al decoro della casa del Signore, altri come catechisti, animatori della liturgia, testimoni di carità”. Ma non va tralasciato nemmeno il ruolo che ciascuno di essi svolge nell’ambito familiare: “Quanti nonni si prendono cura dei nipoti, trasmettendo con semplicità ai più piccoli l’esperienza della vita, i valori spirituali e culturali di una comunità e di un popolo! Nei Paesi che hanno subito una grave persecuzione religiosa, sono stati i nonni a trasmettere la fede alle nuove generazioni, conducendo i bambini a ricevere il battesimo in un contesto di sofferta clandestinità”.

Quindi, ricorda qual è il compito dei nonni “in un mondo come quello attuale, nel quale sono spesso mitizzate la forza e l’apparenza”, ovvero “testimoniare i valori che contano davvero e che rimangono per sempre, perché sono inscritti nel cuore di ogni essere umano e garantiti dalla Parola di Dio“. poi, scherzando aggiunge: “Proprio in quanto persone della cosiddetta terza età voi, o meglio noi, perché anch’io ne faccio parte, siamo chiamati a operare per lo sviluppo della cultura della vita, testimoniando che ogni stagione dell’esistenza è un dono di Dio e ha una sua bellezza e una sua importanza, anche se segnate da fragilità”.

Francesco ricorda poi “i tanti anziani che convivono con la malattia, con difficoltà motorie e hanno bisogno di assistenza. Ringrazio il Signore per le molte persone e strutture che si dedicano a un quotidiano servizio a queste persone, per favorire adeguati contesti umani, in cui ognuno possa vivere degnamente questa importante tappa della propria vita”. Questi istituti hanno l’obiettivo, spiega il Pontefice di “essere luoghi di umanità e di attenzione amorevole, dove le persone più deboli non vengono dimenticate o trascurate, ma visitate, ricordate e custodite come fratelli e sorelle maggiori”. in tal modo, ricorda il Papa, “si esprime la riconoscenza verso coloro che hanno dato tanto alla comunità e ne sono radice”.

Quindi, un appello alle Istituzioni, affinché si impegnino a far sì che la dignità dei nonni “sia sempre rispettata e valorizzata. Per fare questo bisogna contrastare la cultura nociva dello scarto, che emargina gli anziani ritenendoli improduttivi. I responsabili pubblici, le realtà culturali, educative e religiose, come anche tutti gli uomini di buona volontà, sono chiamati a impegnarsi per costruire una società sempre più accogliente e inclusiva”. Non solo. “E’ importante anche favorire il legame tra generazioni. Il futuro di un popolo richiede l’incontro tra giovani e anziani: i giovani sono la vitalità di un popolo in cammino e gli anziani rafforzano questa vitalità con la memoria e la saggezza“.

“Cari nonni e care nonne, grazie per l’esempio che offrite di amore, di dedizione e di saggezza – conclude il Pontefice -. Continuate con coraggio a testimoniare questi valori! Non manchino alla società il vostro sorriso e la bella luminosità dei vostri occhi! Io vi accompagno con la mia preghiera, e anche voi non dimenticatevi di pregare per me”.

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