“Mamma vado a vivere da solo”, ai giovani italiani servono più case Il 62,5% degli under 35 abita ancora con i genitori. Per lasciarli andare servirebbero 1 milione di abitazioni

176
giovani-da-soli

Se tutti i giovani che oggi abitano in famiglia andassero a vivere da soli servirebbero un milione di case in più. E’ quanto emerso nel corso del convegno “Verso la ‘casa taxi’?. La domanda abitativa dei giovani”, organizzato da Banca d’Italia e Sidief. “I giovani, che sono uno snodo cruciale per il futuro, si trovano uno scenario assai meno favorevole rispetto al passato”, ha detto il vice direttore generale della Banca d’Italia Valeria Sannucci, puntualizzando che “il rapporto giovani-casa può fungere da chiave di lettura” per impostare il futuro del Paese.

In Italia il 62,5% dei giovani abita con i genitori, contro una media europea del 48,1% e il 32,1% negli Usa, ha spiegato il presidente di Sidief Mario Breglia, sottolineando la necessità di far incontrare domanda e offerta in un contesto in cui “non ci sono più le famiglie, non si vendono le case e mancano le case in locazione”. “C’e’ un grande bisogno di ristrutturare e riadeguare il patrimonio immobiliare alle nuove esigenze”, ha detto il vice capo dipartimento economia di Bankitalia Luigi Cannari, indicando che “il mercato degli affitti potrebbe essere reso più fluido”.

Muta anche il ruolo della casa, non più vista come fattore di identità e appartenenza, ma come servizio per gli 11 milioni di Millennials (cioè la generazione del nuovo millennio) italiani. Il co-housing (coabitazione in casa di proprietà o in affitto) è una modalità di condivisione delle spese sempre più diffusa tra i giovani. Dei 3.594 mila under 35 che vivono fuori famiglia, il 34,7% è in affitto (rispetto al 18% dell’insieme della popolazione), il 65,3% è proprietario dell’abitazione in cui vive (a fronte di un 82% riferito all’insieme della popolazione). Tuttavia appare in costante aumento il fenomeno dell’acquisto di una seconda casa ad uso familiare: sul totale delle famiglie che ha intenzione di comperare un’abitazione nel 2016, il 48% (contro il 35,4% dell’anno precedente) dichiara di volerla destinare ad un figlio.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS