Naufragio della Costa Concordia, Schettino ricorre in Cassazione contro la condanna La Corte di Appello di Firenze ha inflitto all'ex comandante una pena di 16 anni di reclusione e un mese di arresto

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L’ex comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la condanna a 16 anni di reclusione e un mese di arresto, inflittagli dalla Corte di Appello di Firenze il 31 maggio scorso per il naufragio dell’isola del Giglio, confermando così la sentenza emessa l’11 febbraio 2015 dal Tribunale di Grosseto.

Il ricorso è stato presentato dal legale dell’ex comandante della nave da crociera, l’avvocato Saverio Senese, il quale ha precisato nelle motivazioni che viene richiesto l’annullamento della condanna per una serie di violazioni di leggi e vizi di forma e si chiede quindi il rinvio a processo presso una nuova Corte d’Appello.

Per l’avvocato Senese sarebbero nove le violazioni di legge commesse, soprattutto riguardo alle contestazioni dei reati di naufragio, di abbandono di nave e omicidi colposi plurimi. Inoltre la difesa afferma che non sarebbero state valutate una serie di prove favorevoli all’imputato, mentre sarebbero state “sopravvalutate” quelle a lui contrarie. Anche l’avvocato Donato Laino ha presentato un ricorso autonomo in Cassazione per vizi processuali: secondo il legale i giudici della corte di Appello di Firenze non avrebbero valutato alcuni dei motivi da lui “ritualmente depositati”.

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