Banche italiane in crisi: le sofferenze salgono a 200 miliardi di euro Il tasso di crescita sui dodici mesi è stato pari allo 0,1%. In crescita i mutui per le case

297
banche

Le sofferenze lorde delle banche italiane salgono a 200 miliardi di euro. Secondo quanto si ricava dalle tabelle della Banca d’Italia sono state pari a 200,1 miliardi di euro contro i 198 di luglio, tornando così ai livelli di fine 2015 dopo i quali c’era stato un calo fino ai 196 miliardi febbraio e quindi una risalita nei mesi successivi. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze – tenendo conto delle discontinuità statistiche ma senza correggere per le cartolarizzazioni e le altre cessioni – è stato pari allo 0,1 per cento (0,3 per cento a luglio).

Sono tornati a salire ad agosto i tassi sui mutui casa. Secondo quanto emerge dal supplemento al Bollettino Statistico “Moneta e Banche” di Bankitalia, il costo del denaro preso a prestito per l’acquisto di un’abitazione, compreso delle spese accessorie, si è attestato al 2,52% dal 2,44% di luglio. Si tratta del primo rialzo dopo sei mesi di cali consecutivi (da febbraio scorso). I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono saliti ad agosto all’8,27% dal 8,03% di luglio e quelli sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,45% (2,41 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,12% (1,31% a luglio). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono invece rimasti invariati allo 0,43%.

I prestiti delle banche al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono aumentati dello 0,7% ad agosto su base annua (+0,4% a luglio). I prestiti alle famiglie sono cresciuti ad agosto dell’1,5% sui dodici mesi (1,4 per cento nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,2% (-0,6 per cento a luglio).

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS