Ok del Cdm al decreto terremoto. Renzi: “Non vi lasceremo soli” ll provvedimento è un vademecum he fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal sisma

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Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge per gli interventi urgenti a in favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto scorso. Subito dopo la riunione di governo, il premier Matteo Renzi su Twitter ha confermato che “è stato approvato il decreto legge terremoto. Avevamo promesso: non vi lasceremo soli. E così faremo. Tutti insieme”.

Si tratta di una sorta di vademecum che fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal sisma.
Molteplici le misure previste: risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto.
Legalità e trasparenza: per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento – oltre alla supervisione dell’Anac – prevede una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati.

Infine, la governance, la cui cifra è il raccordo tra Governo centrale e territori interessati dal sisma: il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione).

Lunedì gli ultimi 17 sfollati del Borgo di Arquata hanno lasciato le tende del campo base e sono stati trasferiti presso centri e strutture ricettive pubbliche e private del territorio comunale. Mentre per lo spostamento degli scolari dalle tensostrutture del campo base ai moduli abitativi bisognerà aspettare il 15 novembre, in base a quanto ha annunciato l’Amministrazione comunale di Arquata.

E anche ad Amatrice è finita l’operazione di sgombero delle tendopoli. Le ultime famiglie ancora alloggiate nei campi di accoglienza si sono trasferite verso le soluzioni abitative scelte nei giorni successivi al terremoto. A breve tutti i campi allestiti nel territorio della cittadina saranno definitivamente chiusi.

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