Controllori e controllati

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corruzione

Lo scenario più drammatico alle nostre porte non è più soltanto lo sbarco continuo di immigrati ma la guerra dichiarata alle società occidentali dalla follia del terrorismo islamico. A tutto questo non è per nulla estraneo il nostro lavoro anzi ne siamo protagonisti: la difesa della democrazia è il compito di chi ha giurato di servire le istituzioni della Repubblica. La nomina del Prefetto Gabrielli è caduta in momento delicatissimo, sulle sue spalle grava la responsabilità di traghettare la Polizia di Stato verso il futuro.

Il vuoto culturale e ideologico che viviamo da tempo ha svuotato di contenuto e valore molte cose, inaridendo l’idea stessa della rappresentanza politica e sindacale. In mancanza di una nuova e rinnovata identità culturale, i partiti hanno vissuto la crisi più profonda nella storia della nostra Repubblica.

La crisi della politica è la crisi del Paese, che ha bisogno di crescere e rinnovarsi; il crollo dell’economia internazionale ha colto il nostro Stato in una fase difficile perché fermo da troppo tempo. L’Italia ha visto solo un boom economico, che purtroppo ha più di 50 anni, ed è un Paese difficile da riformare dove il peso delle crisi ricade sempre sulle spalle dei soliti noti.

La carenza di infrastrutture, i mancati investimenti, il ritardo nella riorganizzazione di settori strategici come Sicurezza e Giustizia, preposti a garantire la legalità dei processi di sviluppo e frenare una corruzione elevata a sistema, hanno eroso e intaccato i gangli vitali della vita pubblica, in un continuo turbamento delle coscienze, causato da azioni contrarie alla morale, alla decenza e al senso di giustizia.

Dobbiamo ritrovare noi stessi, la nostra identità forse mai avuta dai tempi di Massimo d’Azeglio. Negli anni passati abbiamo avuto la sensazione che la crisi si affrontasse guardando soltanto al versante finanziario, non tenendo in debito conto le esigenze dei cittadini e gli aspetti di sistema necessari per favorire i processi di crescita di tutto il Paese.

Occorre ridefinire ruoli e competenze ma in un quadro sistemico dove ognuno fa il proprio dovere al servizio dell’altro, senza invasioni di campo. Non si può chiedere ad un comparto come il nostro una attività di supplenza permanente, per tamponare o risolvere i problemi di altri comparti.

Vanno affrontati i tanti conflitti d’interesse, il che significa ripristinare anche il sistema dei controlli. Smettiamola di affidare i controlli agli stessi controllati, si devono dare risposte adeguate alle nuove esigenze se vogliamo essere un Paese moderno, per poter competere in un mondo globalizzato ed interconnesso.

Giuseppe Tiani, Segretario Generale Siap

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