Nucelare, stop della Russia agli accordi con gli Usa Interrotta la cooperazione nella ricerca nei settori del nucleare e dell'energia.

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La Russia ha deciso di sospendere un accordo con gli Usa per la cooperazione nella ricerca nei settori del nucleare e dell’energia. Lo riportano le agenzie locali, citando un decreto del premier Dmitri Medvedev. L’accordo fu siglato a Vienna il 16 settembre del 2013. Secondo Mosca, “le azioni degli Usa legate all’introduzione delle sanzioni contro la Russia hanno colpito direttamente le aree della cooperazione che rientrano nell’ambito dell’accordo”. Per Mosca, gli Stati Uniti avrebbero introdotto restrizioni dal 2014 a seguito delle vicende ucraine.

La questione ucraina

Gli Stati Uniti e la UE hanno più volte accusato Mosca di interferire negli affari interni dell’Ucraina. La Russia respinge le accuse e definisce questa tesi inaccettabile. Tuttavia la Russia ha più volte sottolineato di non essere coinvolta nel conflitto interno ucraino e di essere interessata al fatto che l’Ucraina superi la crisi politica ed economica.

Come più volte osservato dal ministero degli Esteri russo, Mosca non è oggetto degli accordi di Minsk sull’Ucraina e può esercitare solo pressioni sulle parti in conflitto. Come dichiarato dal presidente Vladimir Putin, è ridicolo aspettarsi dalla Russia l’implementazione degli accordi Minsk dal momento che le decisioni chiave sono nelle mani delle autorità ucraine.

I progetti di Mosca

Due sono le centrali in previsione. Una è la prima centrale atomica in Turchia. Esattamente a Akkuyu, lungo la costa mediterranea del paese. Una zona già colpita nel 1998 da un sisma che raggiunse magnitudo 6,3 della scala Richter, ma che potrà tranquillamente ospitare l’impianto in questione. Parola di Dmitri Medvedev, presidente russo, dettosi convinto che l’impianto “potrà resistere anche al terremoto più disastroso”.

L’altra è prevista in Bielorussia. Si tratta di una centrale nucleare di ultima generazione finanziata da Mosca con 9 miliardi di dollari che sorgerà nelle vicinanze di Ostrovets, a meno di 100 chilometri da Vilnius, capitale della Lituania. Non molto distante dal tristemente famoso sito nucleare di Chernobyl, nella vicina Ucraina.

L’accordo di Vienna e l’Iran

Lo stop di Putin potrebbe avere ripercussioni anche sul fronte iraniano. Secondo la firma di Vienna, infatti, l’Iran poteva andare avanti in ricerca e sviluppo sulle centrifughe “chiave”, indicate dalle sigle IR6, IR-5, IR4, IR 8, con divieto però di svilupapre un’arma atomica e con l’obbligo di eliminare il 98 % delle sue attuali riserve di uranio arricchito.

Chiariva il ministero degli Esteri russo sul suo sito: l’Iran potrà condurre attività di ricerca e sviluppo sulle centrifughe avanzate nel corso dei primi 10 anni di validità dell’accordo con le potenze mondiali, ma “in una maniera che non prevede l’accumulo di uranio arricchito. Per 10 anni, in base al piano di R&S sull’arricchimento, le attività iraniane riguarderanno solo le centrifughe IR-4, IR-5, IR-6 e IR-8″. Ora potrebbe essere rimesso tutti in discussione.

 

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