Padoan: “Pil all’1%? Obiettivo ambizioso ma realizzabile” Il ministro risponde ai dubbi espressi sulla crescita dell'Italia. "Il governo conferma il quadro programmatico"

187
pil

L’obiettivo di una crescita all’1% è certo “ambizioso”, perché l’esecutivo non può non esserlo, ma “realizzabile”. Il giorno dopo i dubbi espressi da Bankitalia, Ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti, Pier Carlo Padoan difende le nuove stime del quadro macroeconomico e conferma che si andrà avanti sulla base delle previsioni indicate con la nota di aggiornamento al Def, senza però alcun braccio di ferro, né in Italia né in Ue, ma seguendo la via del dialogo. E Matteo Renzi precisa: “la crescita è ripartita” anche se al momento è come “una macchina il freno a mano ancora tirato”. Ma all’orizzonte non si vede nessuna correzione, almeno al momento, né passo indietro: “Il Pil programmatico non è una scommessa. E’ la stima dell’effetto che la manovra produce sul prodotto” ha detto il titolare di via XX Settembre in Parlamento.

E davanti alle opposizioni e alla stessa maggioranza che chiedevano se ci sarebbero state revisioni in particolare dopo la mancata validazione da parte dell’Upb, il ministro ha ribadito che “il governo conferma il suo quadro programmatico all’1% e lo fa sulla base della consapevolezza che questo risultato” viene dalla “valutazione dell’impatto delle misure” della prossima manovra “sul tasso di crescita”. Ai previsori, compreso l’ufficio parlamentare di bilancio, mancano queste specifiche informazioni ma proprio per questo “ci sono i margini per chiudere il gap” tra le diverse stime.

Anche il Fondo Monetario Internazionale intanto ha rivisto, al ribasso, i numeri dell’Italia per quest’anno e il prossimo, ritoccando sia la crescita (+0,8% nel 2016, come il governo, ma +0,9% nel 2017) sia, soprattutto, il peso del debito pubblico che salirà sia quest’anno sia il prossimo, rispettivamente al 133,2% e al 133,4%. Una differenza sensibile con i dati indicati da Roma, visto che nella Nota si prevede un debito al 132,8% nell’anno in corso ma in discesa al 132,5 il prossimo.

La differenza la farà il processo di privatizzazioni sul quale, ha confermato il ministro, il governo ha “ferma intenzione di andare avanti” dopo il rallentamento di questi mesi da imputare alla “alta volatilità dei mercati”. Ma la “sostenibilità del debito”, ha assicurato Padoan, rimane oggetto di “massima attenzione”. Guardando al potenziale di crescita che il governo conta di stimolare con la manovra, il ministro ha sottolineato che non c’è stata alcuna “sovrastima” e che, anzi, ci potrebbero anche essere “sorprese positive“, visto che da un punto di vista tecnico in una fase di bassi tassi e rischio deflazione “facciamo fatica a stimare i moltiplicatori”, che sono quindi adottati in modo prudente.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS