IL SANTO DEL GIORNO SAN FRANCESCO D'ASSISI

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san-francescoSan Francesco, al secolo Francesco Giovanni Bernardone, nacque in una famiglia molto benestante: suo padre aveva una florida attività come mercante di spezie e tessuti e la madre era una nobildonna. Oltre al latino, al giovane furono insegnati il francese e la lingua provenzale poichè la madre proveniva da quella regione della Francia e il padre vi svolgeva i suoi commerci.

Durante l’adolescenza Francesco affiancò il padre nella sua attività e condusse una vita mondana e spensierata. Nel 1202 prese parte alla guerra tra Assisi e Perugia; catturato, fu liberato dopo un anno grazie al pagamento di un riscatto da parte del padre. La grave malattia contratta in carcere e i lunghi mesi di meditazione lo indussero a un profondo cambiamento. Tornato ad Assisi nel 1205, mentre si trovava nella chiesa di san Damiano, ebbe una visione di Cristo che gli ordinava di restaurare la chiesa; da quel momento Francesco si dedicò a opere di carità e si prodigò nell’opera di restauro di edifici di culto in rovina. Nel 1208, mentre assisteva alla Messa ebbe una nuova visione che lo invitò a diffondere la parola del Signore nel mondo. Francesco iniziò così la predicazione, radunando intorno a sè dodici seguaci che divennero i primi confratelli del suo Ordine (poi denominato Primo Ordine) ed elessero Francesco loro superiore, individuando la loro sede nella chiesetta della Porziuncola. Nel 1210, Innocenzo III confermò l’Ordine e nel 1212 Chiara d’Assisi si unì a Francesco, prese l’abito monastico e istituì il Secondo Ordine Francescano, detto delle clarisse. Dopo aver viaggiato per tutta l’Italia per predicare la parola di Dio, intorno al 1219 Francesco partì per l’Egitto, dove cercò di convertire il sultano, ma non ebbe successo, poi, finalmente, riuscì a raggiungere la Terrasanta, dove si fermò fino al 1220; al suo ritorno, sperimentò il dissenso dei confratelli e decise di dimettersi dall’incarico di superiore, preferendo prodigarsi per la costituzione del Terzo Ordine dei Francescani, i Terziari.

Nel 1224 si ritirò in meditazione sul monte della Verna e, dopo quaranta giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stimmate, i segni della crocifissione. Francesco, malato, venne riportato ad Assisi, dove restò per lungo tempo, colpito dal dolore fisico e da una cecità pressochè totale, tuttavia non fece scemare in lui l’amore per Dio e per il creato che ci ha trasmesso nel suo Cantico delle Creature. Stremato dagli anni di malattia, Francesco morì il 3 ottobre del 1226 nella sua amata Porziuncola.
Papa Gregorio IX lo canonizzò due anni più tardi e Pio XII lo proclamò nel 1939 patrono d’Italia.

Il misticismo al quale si dedicò gli valse l’appellativo di “imitatore di Cristo“, la regola che Francesco dettò stabiliva che la vita in comunità doveva cercare di conformarsi a tre principi basilari. Il primo era la fraternità, in base alla quale i monaci non dovevano vivere come eremiti ma dovevano occuparsi dei propri fratelli e, più in generale, di tutti. Il secondo principio era l‘umiltà: i fratelli dovevano porsi al di sotto di tutto e di tutti, al servizio dell’ultimo per essere sempre al servizio di Dio, distaccati dai desideri terreni che inducono a deviare dal cammino verso il bene e la giustizia. Il terzo era la povertà: tutti i confratelli si dovevano spogliare di qualsiasi bene condividendo tutto ciò che possedevano condividendolo con tutti, a partire dai più bisognosi.

CURIOSITÀ : Oltre all’opera spirituale, Francesco, grazie al Cantico delle creature, è ritenuto uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana.

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