Migranti, vari naufragi al largo della Libia: almeno 30 morti Nel naufragio sono stati coinvolti uomini e donne di nazionalità libica, marocchina e siriana

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MIGRANTI

E’ di almeno 30 morti il bilancio dei morti causati dai vari naufragi che si sono verificati nel giro di 24 ore al largo delle coste della Libia. A riferire la notizia è l’agenzia Anadolu, citando Bassem al Gharabli responsabile di Sabratha, il quale ha parlato del naufragio di due barconi: 19 persone sono morte e 16 migranti sono stati tratti in salvo.

Inoltre, il portavoce della marina della Libia, Ayoud Qassem, ha aggiunto che gli uomini della guardia costiera hanno tratto in salvo altri 139 migranti a Tadjoura – una banlieue di Tripoli – e altri 150 a Gasr Garabuli. Purtroppo 11 migranti non ce l’hanno fatto e sono annegati. Il portavoce della Marina militare, senza indicare il numero esatto delle persone, ha specificato che a bordo dei due natanti viaggiavano varie famiglie di migranti. Nel naufragio sono stati coinvolti uomini e donne di nazionalità libica, marocchina e siriana. Inoltre, Qassem ha specificato che le ricerche di eventuali superstiti sono ancora in corso.

Nella giornata di oggi, monsignor Galantino, presidente della Conferenza episcopale italiana, aveva rivolto un appello alla comunità internazionale affinché fossero trovate soluzioni – come corridoi umanitari e risoluzione dei conflitti nei Paesi di origine – in modo da evitare che il “Mediterraneo continui ad essere cimitero dei migranti“. Il prelato è intervenuto ad un convegno organizzato dalla Cisl, dove ha condannato fortemente le politiche dei muri e ha chiesto all’Europa finora “cieca e debole” un maggiore impegno nell’affrontare il fenomeno migratorio.

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