MONSIGNOR GALANTINO: “IMPEDIRE CHE IL MEDITERRANEO CONTINUI AD ESSERE CIMITERO DI MIGRANTI” Durante il suo discorso, il presidente della Cei ha sottolineato anche l'importanza dei corridoi umanitari, dell'integrazione

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“Non saranno i muri o le politiche di chiusura a fermare l’onda costante degli arrivi. Noi dobbiamo impedire che il Mediterraneo continui ad essere cimitero dei migranti“. Sono le parole del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenuto ad un convegno della Cisl sui migranti. Inoltre, per il prelato, è necessario che l’Europa giochi un ruolo maggiormente incisivo perché fino ad ora è stata “debole e cieca” nel consentire di continuare ad erigere muri.

Per il segretario della Conferenza episcopale italiana, le morti commemorate ieri a Lampedusa “sono uno schiaffo alla democrazia europea, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni drammatiche create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee”.

“Guardo in questo momento con buone aspettative al ‘Migration Compact‘ di cui tanto si è parlato proprio in questi ultimi giorni e mi permetto di evidenziare, in quest’ottica – ha detto ancora Galantino -, le belle esperienze di cooperazione internazionale della Chiesa forte di 40 anni di progetti e microrealizzazioni di Caritas Italiana e della Focsiv, con 12000 operatori, volontari e missionari nei Paesi più poveri del mondo”.

Durante il suo discorso, monsignor Galantino ha sottolineato anche l’importanza dei corridoi umanitari, dell’integrazione e ha chiesto che vengano create “situazioni positive nei luoghi di provenienza attraverso la cooperazione internazionale“. Per il prelato è necessario è fondamentale guardare al fenomeno migratorio “liberandolo da deformanti e disinformate equazioni”. “Stiamo parlando appena di un impatto dell’1% – sottolinea -, mentre l’Italia è agli ultimi posti in Europa per incidenza dei rifugiati sulla popolazione con un tasso di 1,9 ogni mille abitanti e un tasso del 3 per cento di richiedenti asilo. C’è da dire, allo stesso tempo, che il numero di rifugiati è in costante aumento ovunque. In Italia si registra una crescita di presenze pari al 26% con un +30% di richieste di asilo politico solo nel 2015. Oggi sono accolti in Italia circa 160 mila tra richiedenti asilo e rifugiati di cui 30 mila nelle strutture ecclesiali”.

 

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