MIGLIORA IL RAPPORTO DEFICIT PIL: +0,7% SU BASE ANNUA NEL SECONDO SEMESTRE 2016 L'Istat: l'indebitamento netto si è attestato al 2,3% del prodotto interno lordo. Carbone (Pd): "Le riforme funzionano"

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Nel secondo semestre del 2016 il rapporto deficit Pil è stato pari allo 0,2%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali su base annua. Lo rileva l’Istat evidenziando che si tratta del livello più basso dal secondo trimestre 2007. Guardando al dato cumulato, relativo al primo semestre dell’anno, l’indebitamento netto si è attestato al 2,3% del Pil, anche in questo caso in calo a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (era al 3,0%). Scende anche la pressione fiscale, al 42,3%, -0,4 punti in un anno.

Nello stesso periodo sale invece il potere d’acquisto delle famiglie che è aumentato dell’1,1% sui tre mesi precedenti e del 2,9% sull’anno. Anche in questo caso il dato tendenziale è il migliore dal secondo trimestre del 2007. La crescita è aiutata dall’andamento dei prezzi, ma sale anche il reddito disponibile, che rappresenta il valore nominale (1,3% sul trimestre e +2,8% su base annua). In aumento anche la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, al 9,6% (+0,9% sul trimestre precedente e +1,4% sullo stesso periodo del 2015), valore più alto dal 1/o trimestre del 2010.

“Cala la pressione fiscale, aumenta il potere di acquisto e il risparmio delle famiglie mentre il rapporto deficit Pil migliora – ha commentato Ernesto Carbone, componente segreteria del Pd. Sono segnali importanti che indicano un Paese in ripresa e la cosa più rilevante è che ciò avviene in un contesto internazionale estremamente difficile. Le riforme producono effetti positivi che con le misure in elaborazione vogliamo rafforzare sul lato della crescita e dell’equità sociale”.

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