GOLPE FALLITO IN TURCHIA: MANDATI D’ARRESTO PER 121 PERSONE Tutti sono sospettati di avere legami con Gulen. Centinaia di giornalisti sono finiti dietro le sbarre dopo il 15 luglio

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Centoventuno persone sono state arrestate dalla polizia turca per presunti legami con Fetullah Gulen, la guida spirituale considerata da Recepp Taiyyp Erdogan la mente del fallito golpe dello scorso 15 luglio. Le operazioni sono state eseguite in 18 province, tra i ricercati, spiega l’agenzia Anadolu, ci sono anche i dirigenti della nota ong ‘Kimse Yok Mu’ (C’è nessuno?), a lungo utilizzata dal governo di Ankara per le sue iniziative di solidarietà all’estero.

Contestualmente, con la stessa accusa, sono stati licenziati 87 agenti dei servizi segreti (Mit). Contro 52 di loro sono anche state presentate denunce penali per un sospetto coinvolgimento nel fallito colpo di Stato. Le indagini interne, si precisa, proseguono su altri 41 membri dell’intelligence di Ankara, che erano già stati sospesi.

Intanto, secondo l’osservatorio sulla libertà di stampa P24, sarebbero almeno 121 i giornalisti attualmente detenuti in Turchia, arrestati in maggioranza durante lo stato di emergenza dichiarato dopo il 15 luglio. “Il numero effettivo di quelli in stato d’arresto potrebbe essere molto più alto – spiega il dossier – visto che si ha notizia di dozzine di altri giornalisti detenuti durante l’indagine sul colpo di stato senza avere successivi aggiornamenti sul loro status legale”. La maggior parte sono finiti in manette per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen o con l’accusa di “propaganda terroristica” a favore del Pkk. Diversi reporter per cui è stato emesso un mandato d’arresto, inoltre, si trovano all’estero.

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