NAUFRAGIO AL LARGO DELL’EGITTO: ALTRI 2 ARRESTI Nel frattempo si è aggravato il bilancio: sono salite a 166 le vittime della tragedia

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Nuovi arresti nell’ambito dell’inchiesta sul naufragio di migranti avvenuto mercoledì scorso davanti alle coste egiziane, con un bilancio aggiornato ad oggi di almeno 166 morti. Si tratta di un pescatore egiziano e di sua madre che avrebbero trasportato i migranti da una piccola barca al barcone poi affondato. Lo scrive l’agenzia Mena.

Nei loro confronti è scattata la misura cautelare di 4 giorni di carcere in attesa degli esiti delle indagini. Giovedì erano stati arrestati 4 membri dell’equipaggio dell’imbarcazione naufragata, tra cui il proprietario. L’ultimo bilancio ufficiale fornito ieri sera parlava di 162 corpi recuperati. I sopravvissuti sono 163. Gli altri sono dispersi.

Nei giorni scorsi le autorità locali egiziane avevano arrestato altre cinque persone con l’accusa di traffico di esseri umani e omicidio colposo. Anche per loro era scattata la misura cautelare di 4 giorni di caqrcere in attesa degli sviluppi dell’indagine. Inoltre, non è ancora chiaro quante persone viaggiassero ammassate sul barcone. Secondo i dati forniti dall’Unchr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, a bordo del natante erano stipate 450 persone, mentre nei giorni scorsi altre agenzie di stampa avevano parlato di 600 profughi. Nonostante il tempestivo intervento della guardia costiera e delle squadre di soccorso, sono ancora molte le persone che risultano disperse.

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