SALONE DEL LIBRO, TRA MILANO E TORINO E’ ROTTURA DEFINITIVA Si tratta di un vero e proprio scontro fra le due città

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“Era una splendida occasione, ma purtroppo le reciproche rigidità hanno impedito, almeno ad oggi, questo orizzonte”. Con queste parole il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato la definitiva rottura tra Milano e Torino sul Salone del Libro evento unico, nelle stesse date nelle due città e con un’unica governance. Ad annunciare il fallimento è il ministro del Mibact, Dario Franceschini, il quale ha dato la notizia “con molta amarezza e nella consapevolezza di avercela messa tutta”.

I fronti sono contrapposti sull’idea di Milano spazio per gli editori con i loro stand e Torino luogo d’eccellenza per i librai e, dopo una riunione complicata durata un’ora e mezza, si è giunti alla conclusione che il Salone unico “non s’ha da fare”.  Il presidente dell’Aie Federico Motta ha commentato: “La nostra idea era creare a Torino la più grande libreria d’Italia. Torino ha un problema legato ai vincoli dello spazio espositivo, il Lingotto”.

Il presidente dell’Aie, poi, ha precisato: “mi definiscono ‘guastatore’ ma vorrei dire che da parte nostra c’è la più grande apertura e disponibilità a supportare diverse attività e il territorio di Torino e a supportarlo sulle nostre spalle”. Ma “Salone unico del libro significa spazi espositivi in entrambe la città”, ha sottolineato il sindaco di Torino, Chiara Appendino. “E’ una condizione per noi non accettabile. Non c’è stata apertura e noi andiamo avanti. Festeggeremo i trent’anni di storia, lo faremo al Lingotto, intorno a questo immagineremo un nuovo format”.

Si tratta di un vero e proprio scontro fra le due città, una lotta che ha portato il ministro Franceschini a dire: “Ci siamo trovati di fonte a molte rigidità delle due città e le guerre cominciano così”. In questo modo, secondo Franceschini, l'”Italia ha perso una grande occasione”. Se si fosse trovato un accordo sarebbe “stato meglio per il sistema Paese”, ha sottolineato anche Chiara Appendino. “Noi abbiamo difeso la dignità di una città e di un Salone trentennale” ha fatto presente Chiamparino.

 

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