LE MERAVIGLIE DI PALMIRA RIVIVONO IN 3D AL COLOSSEO L'intera area archeologica di Palmira, chiamata anche la "Sposa del Deserto", è caduta nelle mani dei militanti del sedicente Stato Islamico nel maggio del 2015

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Il Toro di Nimrud, la sala dell’Archivio di Stato di Ebla e il soffitto del Tempio di Bel sono solo alcune delle opere che torneranno in vita grazie a preziose ricostruzioni in scala 1:1 realizzate con stampanti 3D, robot, e all’utilizzo di sofisticati materiali che ricordano l’arenaria e il marmo e anche molte rifiniture manuali.

Con la mostra “Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira“, potranno risorgere dalle loro ceneri grazie all’eccellente lavoro di ricostruzione, realizzato da aziende italiane, e saranno in mostra al Colosseo dal 7 all’11 settembre.  Patrocinata dall’Unesco, l’esposizione è frutto dell’impegno dell’associazione Incontro di Civiltà, guidata da Francesco Rutelli, e del Comitato Scientifico presieduto dall’archeologo Paolo Matthiae, sarà inaugurata il 6 ottobre dalla presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sky Arte Hd che è partner della mostra, curerà un documentario internazionale per presentare il progetto che andrà in onda in gennaio.

L’intera area archeologica di Palmira, chiamata anche la “Sposa del Deserto“, è caduta nelle mani dei militanti del sedicente Stato Islamico nel maggio del 2015. In quasi un anno i jihadisti, oltre ad aver causato centinaia di morti, hanno anche provato a distruggere la storia della città. La distruzione dell’arco di trionfo, del tempio di Bel e di tre torri funerariehanno seriamente danneggiato il patrimonio archeologico della città ma, come certificato anche dall’Unesco, Palmira ha comunque conservato la sua autenticità

Nella città furono anche commessi crimini atroci, tra cui l’uccisione dell’archeologo 82enne Khaled Assad, responsabile del museo archeologico di Palmira, barbaramente decapitato e poi appeso a una colonna nella principale piazza della città siriana.

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