“NON RISPONDERE ALL’ODIO CON LA VIOLENZA” Papa Francesco incontra nell'Aula Paolo VI i familiari delle vittime dell'attentato di Nizza

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“Quando la tentazione di rispondere all’odio con l’odio e alla violenza con la violenza è grande, un’autentica conversione del cuore è necessaria. E’ questo il messaggio che il Vangelo di Gesù rivolge a tutti noi. Si può rispondere agli assalti del demonio solo con le opere di Dio che sono perdono, amore e rispetto del prossimo, anche se è differente”. Con queste parole Papa Francesco si rivolge ai familiari delle vittime dell’attentato che ha scosso Nizza, e tutta Europa, il 14 luglio del 2015, giorno in cui la Francia festeggia la Repubblica. L’udienza, svoltasi nell’Aula Paolo VI, è stata introdotta dall’inno sacro “Ave Verum Corpus”.

“Con viva commozione incontro voi, che soffrite nel vostro corpo o nel vostro animo perché, una sera di festa, la violenza vi ha colpito ciecamente, voi o uno dei vostri cari, senza badare all’origine o alla religione”, esordisce Bergoglio. “Desidero condividere il vostro dolore, un dolore che si fa ancora più forte quando penso ai bambini, persino a intere famiglie, la cui vita è stata strappata all’improvviso e in modo così drammatico. A ciascuno di voi assicuro la mia compassione, la mia vicinanza e la mia preghiera”.

Invoca il Padre celeste, il “Padre di tutti”, affinché “i vostri cari defunti trovino presto il riposo e la gioia della vita eterna”. Ricorda quindi il fondamento della speranza cristiana, “Gesù Cristo morto e risorto”. Cita quindi l’Apostolo Paolo (la lettera ai Romani): “Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui”. Questa certezza “della vita eterna, che appartiene anche a credenti di altre religioni”, sia “di consolazione nel corso della vita – prosegue -, per costituire un forte motivo di perseveranza per continuare con coraggio il vostro cammino quaggiù”.

Poi, un pensiero a chi è rimasto ferito, nel corpo e nello spirito: “Prego il Dio di misericordia anche per tutte le persone rimaste ferite, in certi casi atrocemente mutilate, nella carne o nello spirito, e non dimentico tutti coloro che per questo non sono potuti venire o sono ancora in ospedale. La Chiesa vi resta vicina e vi accompagna con immensa compassione. Con la sua presenza accanto a voi in questi momenti così pesanti da affrontare, essa chiede al Signore di venirvi in aiuto e di mettere nei vostri cuori sentimenti di pace e di fraternità”.

“Il dramma che ha conosciuto la città di Nizza – aggiunge – ha suscitato dappertutto significativi gesti di solidarietà e di accompagnamento”. Il ringraziamento del Papa va a “tutte le persone che, immediatamente, hanno dato soccorso alle vittime, o che fino ad oggi, e di certo ancora a lungo, si dedicano a sostenere e accompagnare le famiglie”.

“Penso naturalmente alla Comunità cattolica e al suo Vescovo, Monsignor André Marceau, ma anche ai servizi di assistenza e al mondo associativo, in particolare all’associazione Alpes-Maritimes Fraternité, qui presente – dice il Papa -, che raccoglie rappresentanti di tutte le confessioni religiose, e questo è un segno molto bello di speranza. Mi rallegro di vedere che tra voi le relazioni interreligiose sono molto vive, e questo non può che contribuire ad alleviare le ferite di questi drammatici avvenimenti”.

Francesco ricorda, inoltre, l’importanza di “stabilire un dialogo sincero e relazioni fraterne tra tutti, in particolare tra quanti confessano un Dio unico e misericordioso”: Questa è “un’urgente priorità che i responsabili, sia politici sia religiosi, devono cercare di favorire e che ciascuno è chiamato ad attuare intorno a sé”. infatti, aggiunge “quando la tentazione di ripiegarsi su sé stessi, oppure di rispondere all’odio con l’odio e alla violenza con la violenza è grande, un’autentica conversione del cuore è necessaria. E’ questo il messaggio che il Vangelo di Gesù rivolge a tutti noi. Si può rispondere agli assalti del demonio solo con le opere di Dio che sono perdono, amore e rispetto del prossimo, anche se è differente”.

“Cari fratelli e sorelle, vi assicuro ancora una volta la mia preghiera e tutta la tenerezza del Successore di Pietro – conclude Bergoglio -. Prego anche per il vostro caro Paese e per i suoi responsabili, affinché si costruisca senza stancarsi una società giusta, pacifica e fraterna. Come segno della mia vicinanza, invoco su ciascuno di voi l’aiuto della Vergine Maria e l’abbondanza delle celesti benedizioni”.

Nel violento attentato di Nizza, hanno perso la vita 86 persone. 302 i feriti. Il colpevole, identificato in un cittadino nizzardo di trentuno anni con doppia nazionalità, francese e tunisina, era già noto alla polizia per piccoli casi di criminalità minore, in particolare violenze e uso di armi. Il presidente François Hollande, tornato a Parigi da Avignone, si riunì con il ministro dell’Interno per una riunione di emergenza. In una trasmissione televisiva, la mattina del 15 luglio 2016, si è rivolto alla popolazione francese dichiarando il prolungamento dello stato di emergenza a tre mesi, affermando che “non è possibile negare la natura terroristica dell’attacco”. Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha annunciato tre giorni di lutto nazionale dal 16 al 18 luglio. Il 21 luglio 2016, lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 31 gennaio 2017.

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