REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, DOPO LE VIOLENZE TORNA LA CALMA A KINSHASA La Costituzione prevede che il Capo dello Stato debba essere eletto entro 90 giorni dalla scadenza del mandato di quello uscente

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Sembra essere tornata la calma a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, dopo gli scontri degli ultimi giorni tra polizia e dimostranti che hanno provocato 32 morti e un centinaio di feriti. Il 19 settembre scorso un gruppo di partiti dell’opposizione – “Le Rassemblement” – che sostengono il candidato Étienne Tshisekedi, leader dell’Udps, aveva invitato i propri sostenitori a scendere nelle strade per “ricordare al Presidente Joseph Kabila l’avviso di sfratto”, a tre mesi dalla scadenza del suo secondo mandato, il 20 dicembre.

La Costituzione prevede che il Capo dello Stato debba essere eletto entro 90 giorni dalla scadenza del mandato di quello uscente, ma nonostante questo non è stata ancora fissata la data delle elezioni. Lo stesso Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva lanciato un appello alla calma e aveva sottolineato “l’importanza cruciale” della tenuta delle elezioni presidenziali “nel rispetto della Costituzione”.

Tornando agli scontri dei giorni scorsi, secondo il principale partito dell’opposizione – l’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (Udps) – il bilancio delle vittime è molto più grave rispetto a quello ufficiale e ci sarebbero almeno un centinaio di morti.

Intanto, fonti locali hanno riferito all’agenzia di stampa Fides che nelle zone interessate dagli scontri “la circolazione è tornata alla normalit, mentre negozi e uffici hanno riaperto i battenti”.

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