L’INDIA SI RIAVVICINA ALL’ITALIA MA FA AFFARI CON LA FRANCIA Mentre i'ambasciatore indiano "apre" ai rapporti commerciali con il Belpaese, il ministro Manohar Parrikar firma un accordo per 36 aerei da caccia francesi

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India e Italia si riavvicinano, ma nel farlo il Belpaese paga in termini economici lo scotto della vicenda Marò, dove pure l’Italia è finita impropriamente sotto accusa e ha visto i suoi fucilieri “sequestrasti” per anni. Riannodare il filo di tutta la matassa è un po’ complesso, ma va fatto per avere un quadro completi di ciò che accade oggi.

La storia

Partiamo dall’attuale per guardare indietro. I ministri della Difesa di India e Francia, Manohar Parrikar e Jean-Yves Le Drian, hanno firmato un accordo in base al quale l’aviazione indiana riceverà 36 aerei da caccia Rafale dietro il pagamento di 7,8 miliardi di euro. La firma dell’accordo, mostrata in diretta televisiva, mette fine a due anni di faticose trattative, dopo che il Rafale aveva vinto la concorrenza di altri velivoli dello stesso genere. In base all’accordo odierno, la consegna degli aerei da caccia prodotti dalla Dassault Aviation, destinati a sostituire progressivamente i desueti Mig-21 e Mig-27, comincerà fra 36 mesi e terminerà in 66 mesi.

La grande esclusa

Tra gli aerei non scelti troviamo l’Eurofighter, partecipato da Finmeccanica. La stessa Finmeccanica – azienda italiana d’eccellenza – che già si vide bloccare la commessa per 12 elicotteri, un ordine da 556 milioni di euro. L’India sospese i pagamenti verso l’azienda anglo-italiana dopo aver ricevuto i primi tre elicotteri, e successivamente cancellò defiitvamente l’ordine per gli altri nove. La scusa fu l’inchiesta che portò all’arresto di Giuseppe Ordi (Ad di Finmeccanica) e Bruno Spagnolini (Ad di Augusta Westland).

Il caso Marò

Marò, Massimiliano La Torre colpito da ischemia
Marò, Massimiliano La Torre colpito da ischemia

Tutto legato alla vicenda dei marò e della Enrica Lexie, consegnata nel porto indiano nonostante navigasse in acque internazionali; abbiamo fatto carcerare i nostri fucilieri di marina senza uno straccio di prova (anzi, le poche prove esistenti erano a favore dei nostri soldati. Poi quelle prove sono sparite e perfino la barca “vittima” del presunto agguato è stata affondata). Oggi quelle stesse “prove” vengono messe in discussione anche da Nuova Dehli, dopo anni di irrigidimento, di minacce di mandare a morte i nostri fucilieri e l’intervento infine di un arbitrato. internazionale.

I rapporti economici

Ora si riaprono i rapporti, ma per tornare ai livelli di prima ci vorrà ancora tempo. “Lo stato delle relazioni tra le persone è stato sempre ottimo e adesso, dopo che negli ultimi quattro anni si erano logorati, anche i rapporti tra le nazioni di Italia e India si sono riallacciati, anche grazie al recente incontro tra i due rispettivi ministri”, ha dichiarato, in occasione dell’apertura della due giorni di lavori all’Università Ca’ Foscari di Venezia dedicata all’India contemporanea, l’ambasciatore indiano in Italia, Anil Wadhwa senza fare riferimento alla vicenda Marò. “L’idea – ha proseguito Wadhwa – è quella di ricominciare una strategia di business comune tra le due nazioni e fortificare ulteriormente di rapporti”.

Le armi nel mondo

Sarà. Intanto Finmecccanica dopo aver perso gli elicotteri perde anche gli aerei. E la Francia gode. D’altronde nell’elenco stilato dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) con le 25 case belliche più grandi al mondo, i cugini d’oltralpe risultano tra i primi dieci. Per la precisione al quarto posto, subito dopo la Germania. L’Italia, per la cronaca, è settima.

 

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