LA CINA APRE AI DIACONI PERMANENTI, LA CHIESA: “UN SEME GETTATO CHE POTRA’ CRESCERE” In Cina inizia a vedersi una preoccupante diminuzione delle vocazioni

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“Un seme gettato che potrà crescere”. Così mons. Dominic Chan Chi-Ming, vicario generale della diocesi e presidente del Comitato per il diaconato permanente ad Hong Kong, ha commentato la possibilità di avere in Cina diaconi permanenti, ossia laici – anche sposati – che ricevano l’ordinazione diaconale e aiutino vescovi e sacerdoti nella missione ecclesiale. Si tratterebbe di un cambiamento storico nel Paese, dove è la prima volta che questo delicato tema viene affrontato.

In Cina, infatti, inizia a vedersi una preoccupante diminuzione delle vocazioni, dovuta in parte alla politica “del figlio unico” e allo stile di vita distante dai valori cristiani. Proprio per analizzare questa situazione, dal 6 al 9 settembre il Consiglio dei vescovi cinesi ha tenuto un incontro di studio al seminario nazionale di Pechino per discutere sull’esperienza dei diaconi permanenti.

Mons. Dominic Chan Chi-Ming, commentando con AsiaNews l’incontro del Consiglio, ha ribadito l’importanza di promuovere il diaconato in Cina. Ad Hong Kong l’esperienza dei diaconi permanenti è in atto dal 1993. All’inizio, anche nell’ex colonia britannica vi sono stati ostacoli: l’80% dei sacerdoti era contraria, ma il card. John Wu Cheng-Chung, il vescovo di allora, ha deciso di procedere lo stesso. Hong Kong è il primo Paese in Asia ad avere diaconi permanenti. Il secondo è l’India, a partire dal 2006.

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