NAUFRAGIO AL LARGO DELL’EGITTO: ARRESTATI 4 SCAFISTI. SALE IL BILANCIO DELLE VITTIME Inoltre la Procura ha spiccato un mandato di custodia cautelare nei confronti di altre 5 persone

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Traffico di esseri umano e omicidio colposo. Sono queste le ipotesi di reato con cui la Procura generale di Damanhour nel Delta del Nilo ha ordinato l’arresto di quattro membri dell’equipaggio dell’imbarcazione carica di migranti che è naufragata ieri davanti alle coste nord egiziane. A riferirlo sono delle fonti giudiziarie egiziane che hanno specificato che nei loro confronti è stata disposta una misura cautelare in carcere per 4 giorni, in attesa degli esiti delle indagini. Inoltre secondo le fonti giudiziarie la Procura ha chiesto un mandato di arresto nei confronti di altre cinque persone che sarebbero coinvolte nella tragedia.

Nel frattempo si è aggravato il bilancio facendo salire a 42 il numero delle vittime del naufragio. Intanto le squadre di soccorso della Guardia costiera egiziana ha comunicato che i migranti, soprattutto egiziani, siriani e provenienti da altre zone dell’Africa, salvati fino ad ora sono 163. Ma con il passare del tempo si affievoliscono le speranze di trovare altri superstiti.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa egiziana Mena, sul barcone viaggiavano circa 600 migranti. Nella giornata di ieri, il sottosegretario alla Sanità, Alaa Osman, ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il governatorato. Il 2016, purtroppo, si conferma un anno record per quanto riguarda le morti in mare: secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale delle migrazioni, nei primi sette mesi dell’anno sono stati 4027 i morti nel Mediterraneo, il 27% in più rispetto all’anno precedente.

 

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