SIRIA: NUOVI RAID SU ALEPPO, FORSE USATE BOMBE AL FOSOFORO No di Mosca sulle "no fly zone" proposte da Washington: "Misura inattuabile, ci accusano di aver colpito il convoglio"

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Sono ripresi a pieno ritmo i bombardamenti in Siria dopo l’interruzione della tregua. Nella notte sono stati colpiti i quartieri di Aleppo est, che si trovano al di fuori del controllo governativo, con testimoni oculari che denunciano l’uso di “bombe al fosforo”.

In effetti le immagini trasmesse dall’Aleppo Media Center mostrano alcuni quartieri illuminati a giorno dalle esplosioni di colore bianco prodotte dagli ordigni. L’Ondus afferma che sono stati condotti almeno 14 raid diversi su Bustan al Qasr e Kallasa. La zona è assediata dalle forze lealiste e dalle milizie filo-iraniane ed è presa di mira da mesi da raid russi e governativi siriani.

Nelle ultime ore il segretario di Stato americano, John Kerry, ha proposto la creazione di “no fly zone” in aree chiave del Paese per favorire la distribuzione di aiuti alimentari ed evitare che i convogli umanitari vengano colpiti, come accaduto nei giorni scorsi. Ma secondo la Russia questa misura “non è applicabile”. Secondo il vice ministro degli Esteri, Serghei Riabkov, questa proposta riflette “la posizione di Washington sulla responsabilità di Damasco e, come loro sostengono, della parte russa per l’attacco contro il convoglio umanitario”. L’esponente del governo russo ha quindi aggiunto che “questo schema non funzionerà, almeno fino a quando gli Stati Uniti e gli altri attori coinvolti in questo processo non faranno sì che i gruppi che vedono la guerra come l’unico modo per risolvere il problema smettano di usare la forza”.

Da Mosca, fra l’altro, è stato annunciato l’arrivo nel Mediterraneo orientale di una portaerei per aumentare la capacità del già nutrito gruppo navale russo, mentre le Nazioni Unite hanno fatto sapere che faranno ripartire i convogli umanitari sospesi dopo il raid di lunedì che aveva colpito una colonna diretta ad Aleppo. Ma non si dirigeranno verso questa città.

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