BCE: “RIPRESA MODERATA E COSTANTE, NONOSTANTE INCERTEZZE DOPO BREXIT” L'Eurotower stima "che nel secondo trimestre 2016 il flusso annuo dei finanziamenti esterni totali alle società non finanziarie sia aumentato"

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Una ripresa economica con un’andatura moderata e costante, grazie alla domanda interna che continua ad essere sorretta dalla trasmissione delle misure di politica monetaria all’economia reale. E’ quanto il Consiglio direttivo della Bce, la Banca centrale europea diretta da Mario Draghi, ha comunicato nel bollettino, che fa seguito alle previsioni sul Pil, già diffuse lo scorso 8 settembre dal presidente dell’Istituto.

L’Eurotower avvisa “tuttavia che si ci si aspetta che la ripresa economica nell’area sia frenata dalla persistente debolezza della domanda estera, parzialmente connessa all’incertezza in seguito all’esito del referendum nel Regno Unito, nonché dagli aggiustamenti di bilancio necessari in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali”.

Prosegue nell’area euro la “graduale ripresa dei prestiti bancari”, grazie anche alle misure straordinarie della Bce. Il bollettino economico dell’istituto centrale segnala come “i bassi tassi di interesse e gli effetti delle misure non convenzionali di politica monetaria continuano a sorreggere la dinamica della moneta e del credito” assieme “alle prospettive favorevoli del mercato delle abitazioni”. Le banche, spiega la Bce, “hanno trasmesso le condizioni favorevoli di finanziamento alla clientela attraverso tassi sui prestiti più contenuti e allentato i criteri di concessione del credito, sostenendo così la ripresa dei prestiti”.

L’Eurotower stima “che nel secondo trimestre 2016 il flusso annuo dei finanziamenti esterni totali alle società non finanziarie sia aumentato”. In tale contesto, il principale effetto delle misure straordinarie (OMRLT) si è concretizzato in un allentamento dei termini e delle condizioni di prestito. Le banche hanno inoltre segnalato che la liquidità addizionale è stata utilizzata soprattutto per l’erogazione di prestiti e che la misura ha prodotto un impatto positivo sulla loro redditività.

“La riforma del mercato del lavoro introdotta in Italia nel 2015 ha altresì contribuito al rinnovato dinamismo dell’occupazione nel paese negli ultimi trimestri”. E’ quanto si legge in merito agli effetti del Jobs Act nel bollettino mensile della Bce, che sottolinea come “in Italia è stata registrata negli ultimi quattro trimestri un’accelerazione” dell’occupazione, anche se il nostro Paese, insieme alla Francia, ha contribuito meno di Germania a Spagna alla ripresa dell’occupazione nell’area dell’euro.

Il Bollettino riprende anche il tema già evidenziato dal presidente della Bce, Mario Draghi, in merito alla necessità che “i paesi dell’area dell’euro con margine di intervento sui conti pubblici ricorrano a questo spazio di manovra, ad esempio attraverso l’espansione degli investimenti pubblici”. Commentando le mancate decisioni della Commissione Ue nei confronti di Spagna e Portogallo, la Bce sottolinea che “in prospettiva, occorrerà impegnarsi affinché i documenti programmatici di bilancio siano efficaci come allarme preventivo e strumento correttivo. Questo rende necessaria l’applicazione piena e coerente, nel tempo e fra paesi, delle disposizioni previste dal cosiddetto ‘two-pack'”, ovvero quelle che mirano a rafforzare la vigilanza sugli Stati in difficoltà economiche finanziarie con rischi di contagio sull’Eurozona o su quelli che già ricevono assistenza finanziaria e quelle che chiedono agli Stati Ue di migliorare le proprie previsioni economiche e il controllo sul bilancio affidando entrambi ad organismi indipendenti.

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